{"id":20005,"date":"2018-08-09T17:53:12","date_gmt":"2018-08-09T15:53:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=20005"},"modified":"2018-08-09T18:00:08","modified_gmt":"2018-08-09T16:00:08","slug":"ovarese-la-coppa-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2018\/08\/09\/ovarese-la-coppa-di-tutti\/","title":{"rendered":"OVARESE, LA COPPA DI TUTTI"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2018\/08\/09\/ovarese-la-coppa-di-tutti\/attachment\/10\/\" rel=\"attachment wp-att-20006\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-20006\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/10-450x285.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/10-450x285.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/10-300x190.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/10-630x399.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/10.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che serata! Adesso ammettiamolo, dai, quanti di noi avrebbero scommesso un euro sulla vittoria dell\u2019Ovarese? Una squadra con la rosa ridotta all\u2019osso che va a giocarsi la finale in casa di una squadra in forma, forte e in ripresa dopo qualche stento iniziale. Al massimo, in sede, di pronostico, ci si poteva appellare all\u2019imprevedibilit\u00e0 del calcio, al fatto che comunque un pallone che rotola non pu\u00f2 avere le certezze di una scienza esatta. E invece \u00e8 successo quello che, forse, credevano possibile solo ad Ovaro. Alla fine la Coppa l\u2019ha alzata al cielo Flavio Fruch: sono stati ancora una volta i minuti finali a decretare il trionfo dell\u2019Ovarese: in semifinale era stato un gol di Devis Gortan a trascinare ai rigori i suoi compagni ad una passo dall\u2019eliminazione. <!--more-->A Cavazzo ci ha pensato Josef Gloder a portare tutti sul dischetto, ad affidare ad undici metri di zolle un verdetto che sembrava gi\u00e0 definitivo. Ecco, la vittoria dell\u2019Ovarese \u00e8 una di quelle\u00a0 che rester\u00e0 nella storia. E\u2019 la vittoria di un manipolo di uomini coraggiosi cui la sorte ha dato una mano, perch\u00e9, come si dice, la fortuna aiuta gli audaci. Il Cavazzo si lecca le ferite: quelle vere dello sopracciglio incrinato di Matteo Cappellaro e il naso in frantumi di Edi Mainardis, ma anche quelle dell\u2019anima, perch\u00e9 perdere la finale in casa (e da strafavoriti \u2026) \u00e8 atroce, veramente atroce. Alla fine insomma, fanno festa quelli della val di Gorto ed \u00e8 giusto, perch\u00e9 il calcio premia chi vince, non sempre chi merita. L\u2019uno due a inizio ripresa sembrava una sentenza ed invece l\u2019altro uno due, quello dei minuti finali, l\u2019ha ribaltata. Alla fine fanno festa quelli della val di Gorto e la festa \u00e8 di tutti, perch\u00e9 quella Coppa ad Ovaro \u00e8 di tutti, ma davvero di tutti. E\u2019 di Sandro Berorchia, che l\u2019aveva vinta da giocatore, ma questa ha detto che gli piace molto di pi\u00f9. Sandro \u00e8 di Ovaro e in questi giorni, prima e dopo la gara, lo ha sottolineato pi\u00f9 volte, quasi a voler affermare con forza l\u2019appartenenza alle sue radici. E\u2019 la coppa di Alessandro Bortoluz, che la vince per la prima volta. E\u2019 la Coppa di Thomas Borta, ginocchia ballerine ma grinta e temperamento da gladiatore. E\u2019 la Coppa di Antonio Gloder, che percorre la fascia tra avanzate e rientri in copertura.\u00a0 E\u2019 la Coppa di Mattia Primus, anni in panchina e ora l\u00ec a presidiare la sua zona di difesa con l\u2019umilt\u00e0 delle persone che hanno voglia di affermarsi. E\u2019 la Coppa\u00a0 di Denis Not, uno di quei giocatori che magari noti poco, ma se ogni allenatore che ha avoto lo ha schierato titolare un motivo ci sar\u00e0 \u2026\u00a0 E\u2019 la Coppa di Marco Felice, magari non brillantissimo nella serata finale ma sempre pronto ad accendersi. E\u2019 la Coppa di Flavio Fruch (la terza \u2026) capitano coraggioso che ha spronato i suoi nel momento pi\u00f9 difficile. E\u2019 la Coppa di Davis Gortan, uno che quest\u2019anno doveva giocare solo a tennis (con quel nome \u2026) ed invece \u00e8 l\u00ec, con la maglia biancazzurra sopra un cuore che trasuda generosit\u00e0 ed attaccamento. E\u2019 la coppa di Josef Gloder che al 95\u2019 infila la porta di Chiandetti ed apre quella con vista alla stanza dei sogni. E\u2019 la Coppa di Luca Nodale: uno spettacolo di sacrificio, presenza tattica e ancora fiato da vendere e muscoli da spremere. E\u2019 la Coppa di Federico De Antoni, l\u2019uomo dei rigori decisivi, tornato ad Ovaro dopo l\u2019anno di esilio a Sutrio. Non l\u2019avevano presa bene ad Ovaro, ma ora ha saputo riconquistare il suo paese. E poi \u00e8 la Coppa di tutti quelli che si ritagliano piccoli spazi ma guai se non ci fossero (come ha tenuto a ricordare Beorchia a fine partita). Luca Cencig, per esempio, tanti malanni quest\u2019anno. Diego Fruch, che quando \u00e8 entrato ha tentato due tiri da lontano per dare la scossa ai suoi compagni. Matteo Agostinis, che ha seguito la finale dalla panchina con lo spirito giusto di chi da molto tempo fa il numero 12. Nicola Triscoli, uno che il campo lo vede poco, ma se serve c\u2019\u00e8. Mattia Rovis, un altro lungodegente che per\u00f2 si ricomincia almeno a vedere in panchina. Erik Matiz, giovane prospetto. Claudio Petris, anche lui non fortunatissimo quest\u2019anno. Rudi Coradazzi che ha addosso purtroppo tutte le fasce di questo mondo meno che quella da capitano, con la quale aveva alzato l\u2019ultima Coppa dell\u2019Ovarese qualche anno fa \u2026 E poi Manuel Gonano. La sua storia, negli ultimi anni, ha avuto momenti tristi e difficili: ferite nel corpo e nell\u2019anima, ma lui non si \u00e8 perso: ha lottato, pianto, stretto i denti, trovando dentro di s\u00e9 la forza per uscire da tutto ed entrare dritto dritto nella storia di questa finale. Stavolta insomma il destino gli ha fatto un assist e lui da bomber di razza l\u2019ha sfruttato alla grande. Ecco, se mai pu\u00f2 esistere un gol \u201cgiusto\u201d, beh \u00e8 proprio quello di Manuel! Un pensiero, per\u00f2 va anche a quelli che non scendono in campo e allora prendiamo a simbolo due personaggi: Renzo Timeus, a fine partita stravolto dalle emozioni, lui che le partite le giocava da grande attaccante e ora le vive con lo stesso spirito ma in pantaloni lunghi e camicia bianca di lino. E poi il presidente: era commosso, il buon Rinaldo Beorchia. Lo scatto che ha fatto alla fine per andare ad abbracciare i suoi ragazzi sembrava quello di Antonio Gloder sulla fascia. Era felice per l\u2019ennesima vittoria in Coppa Carnia. Del resto, per lui, nella vita professionale e in quella sportiva, le \u2026 coppe sono una costante! Ancora un ricordo, l\u2019ultimo: la gente di Ovaro, tanta, che era venuta con poche speranze ed invece alla fine ha esultato liberando quella sorte di complesso di inferiorit\u00e0 represso fino a quando Federico De Antoni ha stappato la festa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che serata! Adesso ammettiamolo, dai, quanti di noi avrebbero scommesso un euro sulla vittoria dell\u2019Ovarese? Una squadra con la rosa ridotta all\u2019osso che va a giocarsi la finale in casa di una squadra in forma, forte e in ripresa dopo qualche stento iniziale. 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