{"id":15671,"date":"2017-03-01T20:49:27","date_gmt":"2017-03-01T19:49:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15671"},"modified":"2017-03-01T21:51:44","modified_gmt":"2017-03-01T20:51:44","slug":"vecchi-leoni-romolo-chiautta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2017\/03\/01\/vecchi-leoni-romolo-chiautta\/","title":{"rendered":"VECCHI LEONI: ROMOLO CHIAUTTA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2017\/03\/01\/vecchi-leoni-romolo-chiautta\/chiautta-1\/\" rel=\"attachment wp-att-15672\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15672 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/CHIAUTTA-1-450x314.jpg\" alt=\"\" width=\"648\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/CHIAUTTA-1-450x314.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/CHIAUTTA-1-300x209.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/CHIAUTTA-1-630x439.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/CHIAUTTA-1.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Romolo Chiautta, classe 1960, \u00e8 uno di quei giocatori che nella sua carriera ha vinto pochissimo, ma chiss\u00e0 perch\u00e9, quando chiedi a qualcuno di indicarti un personaggio simbolo nella storia del Carnico, \u00e8 uno dei nomi pi\u00f9 ricorrenti. Probabilmente perch\u00e9 ci sono delle carriere costruite sui successi, sulla fama che ti danno gli albi d\u2019oro ed altre che invece \u00a0poggiano sulle basi solidissime della lealt\u00e0, della correttezza, del rispetto per compagni ed avversari. Romolo \u00e8 di sicuro uno che appartiene a questa categoria, perch\u00e9 a lui nessuno ha mai regalato niente, anzi, ogni volta che ha ottenuto qualche successo (si parla di promozioni) ha sempre dovuto sudarselo ed altre volte ha preferito abbandonare qualche squadra perch\u00e9 si sentiva sminuito, non come calciatore, ma prima di tutto come persona.<!--more--> Una carriera, quella di Chiautta spartita tra Cavazzo e Val del Lago, con molte apparizioni nel calcio amatoriale. In maglia viola si \u00e8 fermato dal 1972 al 1996, esordendo in prima squadra a 17 anni in un Cavazzo \u2013 Velox. Poi una parentesi con gli amatori, prima di accettare l\u2019invito, formulato da Luca Pillinini (il mister scomparso nei giorni scorsi)\u00a0 a giocare nella Val del Lago. Pillinini allenava l\u2019Ama.Ca (squadra amatoriale di Cavazzo) e appunto la Val del Lago: vedendo la grinta, l\u2019impegno, l\u2019intensit\u00e0 che Romolo metteva nella partite di amatori fece presto a comprendere che uno cos\u00ec avrebbe fatto un figurone anche nel Carnico e cos\u00ec lo convinse ad andare ad Alesso. Romolo non era del tutto sicuro di quella scelta ed infatti tentenn\u00f2 fino all\u2019ultimo giorno utile per i tesseramenti ma alla fine accett\u00f2. \u201cBasta che ti metti a disposizione \u2013 gli disse Pillinini \u2013 giusto quando serve\u201d. E serv\u00ec subito, evidentemente, perch\u00e9 gi\u00e0 alla terza di campionato Chiautta fece il suo esordio: la Val del Lago era falcidiata dalle assenze (era la domenica dell\u2019adunata degli alpini \u2026) e non c\u2019era un libero disponibile, allora il mister, conoscendone la duttilit\u00e0, penso a lui come soluzione. La squadra giocava contro l\u2019Ardita e in poco tempo si port\u00f2 sul 2 a 0. L\u2019Ardita per\u00f2 seppe rimontare, ma giusto al 90\u2019, in occasione di un calcio d\u2019angolo, fu proprio Chiautta a siglare il gol vittoria risolvendo una mischia! Esordio con gol, proprio lui che in fatto di gol non era mai stato particolarmente prolifico! La cosa strana \u00e8 che and\u00f2 in gol anche la domenica successiva, quando la Val del Lago and\u00f2 a pareggiare a Pontebba e lui entr\u00f2 ad inizio ripresa: due gol in una partita e mezzo! Incredibile per uno che solitamente due gol li faceva nell\u2019arco di tutto il campionato! Per capire cosa abbiano significato quei 2 anni ad Alesso, basti pensare che ancora adesso, a distanza di anni, da quelli parti ancora lo chiamo \u201cleader\u201d, non solo i suoi ex compagni, ma anche la gente del paese! Il secondo anno fu addirittura trionfale: la squadra navigava a 9 punti dal San Pietro capolista e la domenica della svolta fu in Val Resia, quando il mister decise di far giocare titolari Romolo ed il suo amico Licio Cortolezzis: forse non \u00e8 un caso se da quel giorno la Val del Lago inanell\u00f2 una lunga serie di vittorie, con la quale agganci\u00f2 il San Pietro in testa alla classifica per poi batterlo nello spareggio per determinare la vincente del girone.<\/p>\n<p>E\u2019 straordinaria la capacit\u00e0 di Romolo di ricordare a distanza di anni allenatori ed avversari incontrati negli anni. Quando parla dei mister ancora ricorda frasi, dettagli, caratteristiche e per ognuno di loro ha un ricordo: Mauro Di Lena, per esempio, che al termine di una finale di Coppa persa, negli spogliatoi gli fece i complimenti davanti a tutti i compagni. Giuliano Voltan, quello, secondo lui, che lo ha migliorato calcisticamente, esaltandone la versatilit\u00e0 tanto che lo fece giocare anche tornante, lui che aveva sempre fatto il marcatore. Giorgio Cappellaro, che sapeva motivarlo come pochi, portandolo ad esempio al termine di ogni partita. Antonio Quarrata, uno che in pochi si ricordano, ma che per Romolo \u00e8 stata una persona importante per il calore e la generosit\u00e0 con i quali interpretava il ruolo di mister. Quarrata \u00e8 l\u2019allenatore che al termine di una stagione nella quale Romolo fin\u00ec nei top 11, parlando di lui dichiar\u00f2 testualmente in un\u2019intervista al \u201cMessaggero Veneto\u201d: \u201cQuando \u00e8 in campo \u00e8 il massimo\u201d. E poi, Otello Petris, che Romolo reputa il principe degli allenatori, per la completezza della persona. Di lui conserva ancora una dedica di fine stagione, scritta a mano dal mister di Moggio: \u201cTi ringrazio per l\u2019amicizia e la collaborazione. Resti impareggiabile per impegno ed educazione, un esempio per i tuoi compagni di squadra\u201d. Ecco, per Romolo quel foglietto equivale ad un pallone d\u2019oro.<\/p>\n<p>Stima, rispetto e bellissimi ricordi lo legano anche a tutti quegli avversari che ha dovuto marcare. Tutta gente di livello ed il fatto che gliene affidassero la marcatura \u00e8 un ulteriore segnale di stima dei tecnici nei suoi confronti. L\u2019imprevedibilit\u00e0 e la velocit\u00e0 di Roberto \u201cStic\u201d Starulino, il fisico e la tecnica di Enzo Cella, la signorilit\u00e0 e la raffinatezza tecnica di Roby Fachin sono le istantanee che non sbiadiscono mai nella mente di Chiautta. E poi c\u2019\u00e8 Marco De Cillia, secondo lui il calciatore pi\u00f9 forte mai affrontato. E con Marco c\u2019\u00e8 una storia particolare che per anni ha fatto soffrire Romolo. Lui stesso ce la racconta: <em>\u201cSi giocava un Cavazzo \u2013 Paluzza e a me come al solito toccava marcare De Cillia. A un certo punto, dopo un contrasto, Marco mi d\u00e0 del pezzente. Io rimasi malissimo, perch\u00e9 nonostante i tanti duelli c\u2019era una stima ed un\u2019ammirazione reciproca. Ricordo che a fine partita me ne andai subito: non ero offeso, ma amareggiato. Marco era uno leale, generoso, proprio come me. Da quel pomeriggio passarono molti anni ed io non riuscivo a dimenticare quell\u2019episodio. Consideravo \u201cCoco\u201d una specie di idolo e quella frase mi fece male, anche se sapevo che era legata al momento agonistico. Poi, un paio di anni fa, andai con un amico di Bordano a vedere Paluzza \u2013 Bordano: alla fine, da lontano, vidi una persona che mi si avvicinava e quando fu a pochi metri riconobbi Marco che mi tese la mano e mi disse semplicemente: scusa, senza aggiungere una sola parola. Davvero non disse altro, ma in quel momento capii che anche lui era rimasto male e non si era dimenticato, nel tempo, una frase che di sicuro non fa parte dei valori di una persona educata e leale come lui\u201d. <\/em>In questo episodio c\u2019\u00e8 tutto Romolo Chiautta, uno al quale ha fatto pi\u00f9 male una parola di cento calci presi. Perch\u00e9 Romolo Chiautta non avr\u00e0 avuto i colpi del numero 10, la classe di quelli che ora si definiscono top player, la giocata di genio. Questo no, ma Romolo Chiautta \u00e8 stato il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere ma soprattutto \u00e8 un uomo vero!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romolo Chiautta, classe 1960, \u00e8 uno di quei giocatori che nella sua carriera ha vinto pochissimo, ma chiss\u00e0 perch\u00e9, quando chiedi a qualcuno di indicarti un personaggio simbolo nella storia del Carnico, \u00e8 uno dei nomi pi\u00f9 ricorrenti. 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