{"id":15621,"date":"2017-02-14T22:43:12","date_gmt":"2017-02-14T21:43:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15621"},"modified":"2017-02-15T16:46:02","modified_gmt":"2017-02-15T15:46:02","slug":"vecchi-leoni-roberto-fachin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2017\/02\/14\/vecchi-leoni-roberto-fachin\/","title":{"rendered":"VECCHI LEONI: ROBERTO FACHIN"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2017\/02\/14\/vecchi-leoni-roberto-fachin\/robi\/\" rel=\"attachment wp-att-15622\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-15622 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ROBI--450x293.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ROBI--450x293.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ROBI--300x195.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ROBI--630x410.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/ROBI-.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>Quando uno nasce il 14 luglio non pu\u00f2 essere una persona qualunque. Oddio, in Francia, magari, la portata degli eventi di quel giorno d\u2019estate \u00e8 stata pi\u00f9 importante, ma anche noi, in Carnia, nel nostro piccolo, abbiamo avuto nello stesso giorno, anche se 228 anni dopo un fatto importante: il 14 luglio 1968, infatti, \u00e8 nato Roberto Fachin. Chi magari non si interessa di calcio si chieder\u00e0: \u201cMa chi Roberto Fachin, quello che lavora in banca?\u201d.<!--more--> Ecco, s\u00ec, \u00e8 proprio lui, quello che lavora in banca e sinceramente a chi l\u2019ha visto sui campi di calcio in pantaloncini corti, vederlo in giacca e cravatta\u00a0 fa un certo effetto. Diciamo che con quella fascia di capitano al braccio sinistro faceva emozionare, perch\u00e9 forse in pochi casi quella fascia assumeva un significato che andava ben oltre il puro e semplice simbolo. La storia di Roberto Fachin inizia che lui forse ancora credeva a Babbo Natale, quel Babbo Natale che un anno gli port\u00f2 uno di quei palloni incontrollabili tanto erano leggeri. E lui con quel pallone era fuori casa a palleggiare in mezzo alla neve, aspettando che arrivassero gli amici Bruno (Tavosanis) e Luigi (Ongaro) che con lui avevano in comune questa passione sfrenata per il calcio. Roberto per\u00f2 ha dimostrato, con gli anni, di saperci fare col pallone, mentre i due amici, visti i risultati, il calcio hanno preferito raccontarlo \u2026 In quel periodo Roberto viveva nei prefabbricati post terremoto vicino allo stadio tolmezzino che diventava, tutti i giorni, meta delle sue fughe da casa. Indossare la maglia della Pro Tolmezzo insomma fu una conseguenza \u2026 naturale, logica e ineluttabile. La Pro, per\u00f2, mi raccomando, fate in modo di non confondere mai le realt\u00e0 del calcio tolmezzino, perch\u00e9 la rivalit\u00e0 tra Pro e Virtus era fortissima e radicata anche nei giovani come Roberto che prefer\u00ec andare all\u2019Amaro in prestito piuttosto che vestire la maglia della Virtus quell\u2019anno che la sua Pro non partecip\u00f2 al campionato \u201cGiovanissimi\u201d. Ironia del destino volle che la finale di quella stagione fu proprio Virtus \u2013 Amaro e vinse la Virtus! \u2026 L\u2019anno dopo torn\u00f2 alla Pro, iniziando tutta la trafila fino alla prima squadra, con l\u2019esordio che avvenne a Bressa\u00a0 quando ancora doveva compiere 17 anni. A spingerlo definitivamente verso il Carnico fu la confluenza nell\u2019 U.C. Tolmezzo di Virtus e Pro. Appena manifest\u00f2 l\u2019idea di andare nel Carnico Toni Iob e Gianni Timeus si precipitarono su di lui convincendolo ad andare a Illegio. A 23 anni quindi eccolo in maglia neroverde con la quale si lever\u00e0 tante soddisfazioni: aldil\u00e0 delle vittorie (3 scudetti e 2 Coppe Carnia) sono stati i valori umani a farlo diventare uno dei simboli storici dell\u2019intero Carnico. Leale in campo come nella vita non \u00e8 la classica frase fatta e questo la gente lo capisce quando si sceglie un simbolo o pi\u00f9 semplicemente un amico. Quel modo poi di vivere le cose con enorme partecipazione emotiva \u00e8 sinonimo di schiettezza: quando il suo amico Bruno Tavosanis pochi anni fa gli port\u00f2 una foto di Zico con tanto di dedica personalizzata (\u201cA Roby \u2026\u201d), Roberto sembrava un bambino felice. Lui che era uomo fatto e padre di famiglia \u2026 Si parla di Zico e il pensiero va alle punizioni: il \u201cGalinho\u201d era un idolo del milanistissimo Roberto Fachin che non si perdeva un solo filmato (e allora non c\u2019era internet \u2026) delle punizioni calciate dal brasiliano. Saranno state queste video lezioni, sar\u00e0 stata una predisposizione naturale, ma i calci piazzati gli riuscivano davvero niente male ed aveva la capacit\u00e0 di sfoderarli nei momenti che contano, in una finale di coppa, magari, o in una sfida al vertice col Cedarchis. Ma c\u2019\u00e8 stata anche una piccola crisi tra lui e la sua Illegiana. Forse ci fu un equivoco, una frase non felicissima di qualche dirigente neroverde, fatto sta che Roby si sent\u00ec quasi un peso ed accett\u00f2 di andare un anno ad Arta. L\u2019esilio dur\u00f2 un anno, appunto, poi rieccolo in \u201cPradelat\u201d talmente motivato che la stagione del suo ritorno coincise con una serie di prestazioni incredibili e il record di gol segnati in campionato, ben 19!<\/p>\n<p>Sentirlo parlare del Carnico \u00e8 un piacere: si ricorda dei suoi allenatori nel settore giovanile (Franco Vuan e Gianni Timeus) di cui sottolinea pi\u00f9 volte l\u2019importanza per la sua formazione tecnica ma anche umana e poi non pu\u00f2 mancare un omaggio ai tre tecnici dei suoi scudetti: Gino Menegon, uno stratega con una conoscenza profondissima di tutte le squadre avversarie; Claudio Brollo, attentissimo nel far emergere le caratteristiche umane prima ancora che quelle tecniche e Pierino \u201cNino\u201d Delli Zotti, pragmatico e di poche parole, ma sempre quelle giuste, l\u2019ideale per il Carnico. Particolare ammirazione anche per molti giocatori che ha incrociato da avversari, come Gino Cappellari e Luciano Stefanutti o la coppia di centrocampo Rella \u2013 Quaglia, coi quali ha ingaggiato tanti duelli sulle zolle centrali nelle sfide Illegiana \u2013 Cedarchis. Gli avversari nutrivano per lui lo stesso rispetto e la stessa ammirazione, per la correttezza in campo (non \u00e8 mai stato espulso) e la capacit\u00e0 di stemperare in lunghe soste al chiosco le tensioni post partita. Un discorso particolare lo merita Fabiano Mecchia: lui e Fabiano hanno rappresentato due concezioni diverse del Carnico. Quando le rispettive squadre si affrontavano, Mecchia incitava i compagni di squadra: \u201cDategli a \u00a0\u00a0quello l\u00ec\u201d e Roby di riamando gli sibilava \u201cTu sei l\u2019anticalcio!\u201d. Detta cos\u00ec sembra una diatriba carica di livore, in realt\u00e0 era il rispetto dell\u2019uno per l\u2019altro, perch\u00e9 l\u2019uno vedeva nell\u2019altro quelle caratteristiche che non facevano parte del proprio bagaglio tecnico. Ma la scorsa estate, quando si sono incontrati ad una serata hanno fatto le ore piccole a parlare dei loro duelli, trasformando la stima in quella simpatia che ai tempi dei loro incroci sui campi non poteva emergere.<\/p>\n<p>Ecco, se vi capita fateci una bella chiacchierata con Roberto Fachin: provate a parlargli del Carnico e lo troverete preparato e ancora profondamente coinvolto emotivamente. Perch\u00e9 lui \u00e8 cos\u00ec, vive col cuore ed \u00e8 capace di emozionarsi per il suo Milan e soprattutto per la sua meravigliosa famiglia per la quale avrebbe anche un progetto a medio termine: un trasferimento all\u2019isola d\u2019Elba, posto che adora. Quasi quasi ce lo vediamo in un posto tipo BarLume a parlare di Carnico, ricordando quella volta in cui Fabiano Mecchia \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando uno nasce il 14 luglio non pu\u00f2 essere una persona qualunque. 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