{"id":15533,"date":"2017-01-10T19:54:22","date_gmt":"2017-01-10T18:54:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15533"},"modified":"2017-01-17T08:01:36","modified_gmt":"2017-01-17T07:01:36","slug":"vecchi-leoni-gino-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2017\/01\/10\/vecchi-leoni-gino-gallo\/","title":{"rendered":"VECCHI LEONI: GINO DI GALLO"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_15534\" style=\"width: 330px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2017\/01\/10\/vecchi-leoni-gino-gallo\/gino-1-001\/\" rel=\"attachment wp-att-15534\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-15534\" class=\" wp-image-15534\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Gino-1-001-450x320.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Gino-1-001-450x320.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Gino-1-001-300x213.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Gino-1-001-630x448.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Gino-1-001.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-15534\" class=\"wp-caption-text\">Gino Di Gallo (col figlio Gabriele) quando giocava ed oggi.<\/p><\/div>\n<p>A pensarci bene, forse, accanto al prosciutto di Sauris o agli \u201cEsse\u201d di Raveo, anche le punizioni di Gino Di Gallo, classe 1953, potrebbero essere annoverate tra le specialit\u00e0 della Carnia. Eh s\u00ec, perch\u00e9 quando si parla di punizioni, in Carnia, \u00e8 impossibile non pensare a Gino. Una capacit\u00e0 sorprendente di prendere la porta, anche dalle posizioni pi\u00f9 difficili: eppure, se glielo chiedete, nemmeno lui sa darsi una spiegazione di questa sua abilit\u00e0.<!--more--> Che evidentemente deve essere innata, ma che \u00e8 stata \u201caiutata\u201d dalle sue caratteristiche fisiche (baricentro basso e un 41 e mezzo di piede in grado di garantire potenza e precisione) e dal consiglio (apparentemente banale, ma evidentemente efficace) che gli diede uno dei suoi primi allenatori, Mario Stroili, che gli disse semplicemente: \u201cQuando tiri le punizioni, mira il portiere. Di certo non lo prendi, ma intorno, c\u2019\u00e8 tanta \u2026 porta!\u201d. A tutto questo va aggiunto un esercizio costante alla fine di ogni allenamento, quando Gino si fermava per oltre mezzora a calciare punizioni, con i compagni che non erano poi cos\u00ec contenti di andare in barriera (a quel tempo le sagome ancora non esistevano).<br \/>\nSoffermarsi all\u2019incredibile abilit\u00e0 di tirare le punizioni sarebbe riduttivo, perch\u00e9 lui aveva un\u2019altra caratteristica di notevole spessore: il colpo di testa. Scelta di tempo, esplosivit\u00e0 nei polpacci e la capacit\u00e0 di restare sospeso in aria ne hanno fatto uno dei colpitori di testa pi\u00f9 forti nella storia del Carnico. Ma la cosa di Gino Di Gallo che forse sono in pochi a sapere \u00e8 la sua natura di vincente: nel corso di una lunghissima carriera ha vinto qualcosa in ogni squadra in cui ha giocato! Ripercorriamola, dunque, questa carriera: giovanili con Real I.C , dove vince un campionato juniores, con alcune presenza nella prima squadra che a fine stagione otterr\u00e0 la promozione nella categoria superiore. Nelle giovanili della Tarcentina si aggiudica il campionato juniores provinciale, con esordio in Eccellenza a 17 anni. Nell\u2019 esperienza alla Gemonese \u00e8 protagonista della promozione dalla Seconda alla Prima categoria, mentre a Tolmezzo sale di categoria al termine di un spareggio contro il Mariano del Friuli, anche grazie ad una buona dose di fortuna. Le due squadre infatti avevano chiuso la stagione a pari merito e per determinare la promozione si rese necessario uno spareggio, appunto, con gare di andata e ritorno: a Mariano fin\u00ec 1 a 1, mentre nel retour match la sfida termin\u00f2 a reti inviolate. All\u2019epoca non esisteva la regola dei gol in trasferta e ci si affid\u00f2 alla monetina che decret\u00f2 la vittoria dei Carnici.<br \/>\nDopo tanti gol e tante partite nei campionati regionali, il ritorno nel Carnico: prima ad Ampezzo, dove vinse due campionati, e poi l\u2019approdo a Cedarchis, dove, ormai quarantenne, partecip\u00f2 al successo del primo storico titolo giallorosso del 1994! Titoli di cannoniere e record di gol su calcio di punizione (il top con 13 in una stagione e 12 in quella successiva!). Eppure, proprio alla conquista di un titolo di capocannoniere \u00e8 legato uno dei ricordi pi\u00f9 amari della sua carriera: all\u2019ultima giornata del torneo del 1990, si contendono il titolo di tiratore scelto lui e Stefano Micelli del Verzegnis. Il Cedarchis \u00e8 impegnato in casa dei Mobilieri, in una partita che non avrebbe niente da dire per la classifica. Solo che l\u2019anno prima c\u2019era stato uno screzio tra Verzegnis e Mobilieri e la squadra di Sutrio decise di \u201cvendicarsi\u201d sul campo nel campionato dopo: Gino, in quella partita, realizz\u00f2 ben 7 reti (tre delle quali su altrettanti calci di rigore che i \u201cmarangons\u201d concessero con insospettata generosit\u00e0 \u2026). In campo, Gino, non si rese conto, ma a mente fredda la cosa non gli fece piacere e quella vittoria nella classifica marcatori non gli diede una gioia particolare, anzi, quasi non la ricorda nemmeno. Anche perch\u00e9 lui era davvero un giocatore esemplare per correttezza e lealt\u00e0: pur non essendo tenero, in campo, rispettava sempre le regole e gli avversari. Anche sforzandosi, insomma, non riesce a ricordarsi di un gesto scorretto, anche se uno, forse, lo ha scovato: durante la gara del campionato Amatori (a proposito, Gino vinse anche qui: 3 campionati regionali e due secondi posti a livello nazionale) riemp\u00ec di falli il suo ex compagno di squadra al Tolmezzo Guido D\u2019Orlando, il quale, all\u2019ennesima scorrettezza, prese il pallone con le mani e glielo tir\u00f2 addosso: \u201cToh, mo\u2019 \u2013 gi disse \u2013 giue tu, alore!\u201d, prima di scoppiare in una risata frutto di anni di amicizia e stima reciproca. Celebri, sul terreno di gioco, anche i duelli con Fiorenzo Scarsini e Diego Mattia. Scarsini era forse l\u2019unico giocatore che sapeva \u201ctenerlo\u201d sul piano fisico e i due si sgomitavano di santa ragione, senza colpi vigliacchi per\u00f2. Pi\u00f9 \u201cmorbidi\u201d i duelli con il sutriese Diego Mattia, il quale soffriva la fisicit\u00e0 di Gino, costringendo il suo allenatore a cambiargli marcatore, con la scelta che cadeva quasi sempre su Enzo Marsilio, uno che se c\u2019era da adoperare le maniere forti non si faceva di certo pregare! I segreti di una carriera cos\u00ec lunga? La seriet\u00e0, l\u2019impegno e \u2026 Marisa, sua moglie, che gli ha dato tre figli (Giulia, Alessia e Gabriele) ed una dimostrazione d\u2019amore davvero forte, vista la passione con la quale lo ha accompagnato per tutta la carriera: lo seguiva in ogni gara e quando Gino squalificato non andava a vedere le partite, lei partiva da sola! Davvero una compagna esemplare per uno appassionato di calcio!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A pensarci bene, forse, accanto al prosciutto di Sauris o agli \u201cEsse\u201d di Raveo, anche le punizioni di Gino Di Gallo, classe 1953, potrebbero essere annoverate tra le specialit\u00e0 della Carnia. Eh s\u00ec, perch\u00e9 quando si parla di punizioni, in Carnia, \u00e8 impossibile non pensare a Gino. Una capacit\u00e0 sorprendente di prendere la porta, anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-carnico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15533"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15539,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15533\/revisions\/15539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}