{"id":15472,"date":"2016-12-16T12:10:12","date_gmt":"2016-12-16T11:10:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15472"},"modified":"2016-12-15T20:00:37","modified_gmt":"2016-12-15T19:00:37","slug":"vecchi-leoni-battista-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2016\/12\/16\/vecchi-leoni-battista-moro\/","title":{"rendered":"VECCHI LEONI: BATTISTA MORO"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2016\/12\/15\/vecchi-leoni-battista-moro\/moro-batt\/\" rel=\"attachment wp-att-15473\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-15473 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/MORO-BATT-450x276.jpg\" alt=\"\" width=\"396\" height=\"243\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/MORO-BATT-450x276.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/MORO-BATT-300x184.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/MORO-BATT-630x386.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/MORO-BATT.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a>Battista Moro, classe 1948, \u00e8 arrivato nel Carnico col suo fardello di grande futuro \u2026 dietro le spalle. Nel senso che ha solo sfiorato il calcio professionistico \u201cimportante\u201d, annusandolo da vicino, senza per\u00f2 riuscire a viverlo come invece sembravano lasciar intendere le premesse. Il calcio \u00e8 entrato presto nella vita di Battista. <!--more-->Quando infatti pap\u00e0 Bruno mor\u00ec lui era giovanissimo e la mamma pens\u00f2 di mandarlo al \u201cTomadini\u201d, storico collegio di Udine, con indirizzo ragioneria. Ma pi\u00f9 che ai bilanci ed alla contabilit\u00e0, il ragazzo si appassion\u00f2 al calcio, trascinando la squadra dell\u2019istituto a vincere campionati giovanili in serie. Lui se la cavava piuttosto bene, tanto che qualche talent scout locale scomod\u00f2 gli osservatori di Savona, Milan ed Inter. E fu proprio la societ\u00e0 nerazzurra ad avere la meglio: Giuseppe Meazza (s\u00ec, proprio lui!) venne a Udine a vederlo un paio di volte e se lo port\u00f2 a Milano. Battista aveva 15 anni e si ritrov\u00f2 all\u2019improvviso nel calcio \u201cvero\u201d. Dopo le stagioni nelle giovanili, arriva il momento della convocazione in \u201cPrimavera\u201d e nel campionato \u201cDe Martino\u201d. Questo in origine era un torneo riservato alle squadre di serie A in cui le stesse potevano utilizzare i giocatori di riserva scarsamente impiegati in prima squadra o titolari reduci da infortuni e bisognosi di riprendere il ritmo partita. Ma era anche l&#8217;occasione per i migliori giovani del vivaio per proporsi al pubblico, per farsi conoscere, per giocare, magari con qualche pi\u00f9 illustre compagno, senza dover subire troppo l&#8217;emozione dell&#8217;esordio e il peso delle responsabilit\u00e0. Questi due tornei gli spalancarono le porte per la chiamata della prima squadra: fu convocato per il precampionato, dove gioc\u00f2 da titolare anche due amichevoli con Torino e Vicenza. E lui era anche a Vienna, aggregato alla comitiva della squadra di Herrera che il 27 maggio 1964 conquist\u00f2 la prima Coppa dei Campioni dell\u2019Inter, sconfiggendo il Real Madrid in finale.<\/p>\n<p>Insomma, la prima squadra era l\u00ec, ad un passo, ma il destino stava per giocargli un brutto scherzo: durante un allenamento, infatti, in un contrasto di gioco fortuito con un compagno di squadra, Moro colpito al volto da un calcio riport\u00f2 la frattura di mascella e mandibola. Il compagno, ironia della sorte, \u00a0si chiamava \u2026 Scarpa e vengono i brividi a pensare cosa sarebbe potuto succedere al volto di Battista se si fosse chiamato \u2026 Stivale! Le terapie di allora naturalmente non garantivano risultati in tempi brevi e inoltre, vista la particolarit\u00e0 dell\u2019infortunio, il nostro aveva grossissimi problemi per alimentarsi. Per un anno and\u00f2 avanti a prosciutto crudo, fatto a pezzetti piccoli piccoli. In un anno Moro perse molti chili e soprattutto il tono muscolare. Dopo 18 mesi pot\u00e9 riprendere l\u2019attivit\u00e0 agonistica, ma si rese subito conto che ormai il treno, quello giusto, era passato e lui era dovuto scendere! Ebbe per\u00f2 la forza di sapersi riciclare nel calcio minore, mettendoci sempre lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di sacrificarsi in allenamento: Manzanese, Verbania (in serie C), Gemonese e Arteniese furono le tappe della sua carriera. In un campionato, quando era a Manzano, decise la sfida col Tolmezzo sia all\u2019ansata che al ritoro, siglando in entrambi i match l\u20191 a 0 finale. In Carnia non la presero benissimo e fu cos\u00ec che un dirigente tolmezzino, per vendicarsi, sparse la voce\u00a0 (diventata poi una specie di leggenda) che Moro all\u2019Inter fall\u00ec per problemi legati alla bella vita o, se preferite, non propriamente una vita da atleta. Niente di tutto questo, perch\u00e9 la causa, come abbiamo visto, fu lo \u2026 scarpino di Scarpa! Nel frattempo, d\u2019estate, Moro partecipava come prestito ai torni estivi che pullulavano in Carnia vestendo la maglia dei Mobilieri, la squadra del suo paese. Fu solo l\u2019antipasto di quello che a met\u00e0 degli anni 70 divent\u00f2 il suo campionato, ovvero il Carnico. Anche nel nostro torneo mise in luce le doti che lo avevano portato alla sogli (e anche un po\u2019 oltre) del calcio professionistico: tecnica discreta, buona padronanza di tutti i fondamentali e soprattutto il fiuto del gol, una caratteristica che non si allena ma che \u00e8 dentro i cromosomi dei bomber di razza. Era il classico centravanti da area di rigore, quello che \u00e8 sempre al posto giusto nel momento giusto quando si tratta di mettere il pallone in rete. Ha saputo calarsi nella mentalit\u00e0 del Carnico con grande intelligenza e ha dato vita a bellissimi duelli coi difensori dell\u2019epoca: indimenticabili le sfide in punta di bulloni con Gianni Linossi (difensore della Moggese che lo martoriava, dice Battista) e Fiorenzo Scarsini. Poi, l\u2019ultimo anno di calcio giocato, a Paluzza, dove approd\u00f2 per fare un favore ad Angelo Ortobelli o forse per rendere omaggio ai colori nerazzurri, i colori di un sogno andato vicinissimo ad avverarsi \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Battista Moro, classe 1948, \u00e8 arrivato nel Carnico col suo fardello di grande futuro \u2026 dietro le spalle. Nel senso che ha solo sfiorato il calcio professionistico \u201cimportante\u201d, annusandolo da vicino, senza per\u00f2 riuscire a viverlo come invece sembravano lasciar intendere le premesse. Il calcio \u00e8 entrato presto nella vita di Battista.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-15472","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-varie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15472"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15481,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15472\/revisions\/15481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}