{"id":15418,"date":"2016-12-01T18:58:53","date_gmt":"2016-12-01T17:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15418"},"modified":"2016-12-01T19:04:31","modified_gmt":"2016-12-01T18:04:31","slug":"vecchi-leoni-manuele-ferrari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2016\/12\/01\/vecchi-leoni-manuele-ferrari\/","title":{"rendered":"VECCHI LEONI: MANUELE FERRARI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2016\/12\/01\/vecchi-leoni-manuele-ferrari\/foto-1\/\" rel=\"attachment wp-att-15419\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15419 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/FOTO-1-450x291.jpg\" alt=\"foto-1\" width=\"400\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/FOTO-1-450x291.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/FOTO-1-300x194.jpg 300w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/FOTO-1-630x407.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/FOTO-1.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Manuele Ferrari nasce in Canada nel 1962: \u00e8 l\u00ec, infatti, che pap\u00e0 Lino e mamma Carmen andarono a lavorare. Una storia di emigranti, come ce ne furono tante alla fine degli anni Cinquanta. Il soggiorno nella terra che \u00e8 al secondo posto per estensione dopo la Russia dura per lui solo 4 anni, visto che nel 1966 la famiglia Ferrari decise di tornare in Italia, a Forni Avoltri.<!--more--> Qui il giovane Manuele inizi\u00f2 da subito ad appassionarsi di sport, calcio e sci, per la precisione, discipline nelle quali il nostro diede dimostrazione di cavarsela in maniera pi\u00f9 che egregia. In quegli anni era possibile coniugare le due attivit\u00e0: il calendario era meno fitto di impegni e cos\u00ec sci d\u2019inverno e pallone d\u2019estate, senza soluzione di continuit\u00e0. La prima squadra \u00e8 naturalmente l\u2019Ardita: dai pulcini alla prima squadra, dove sa crearsi un ottimo rapporto con tutti i compagni di squadra. L\u2019amico pi\u00f9 vero \u00e8 Angelo Eder col quale instaura un rapporto quasi fraterno: ci pensa il destino, per\u00f2, a dividerli, quel destino che nell\u2019ottobre del 1988 decide di portarsi via Angelo, vittima di un incidente sul lavoro. Per Manuele \u00e8 una botta tremende: girare per il paese e non vedere pi\u00f9 l\u2019amico \u00e8 una cosa che fa troppo male. E il solo pensiero di tornare al campo nella primavera successiva per l\u2019inizio della nuova stagione agonistica non lo vuole nemmeno accettare: i due amici hanno condiviso troppe cose fuori e dentro quel rettangolo verde, fuori e dentro dei muri dello spogliatoio e lui tutto questo non riesce proprio a superarlo. Insieme avevano vissuto anche l\u2019esperienza al Cedarchis ed insieme avevano deciso di tornare a Forni: senza Angelo si sentiva troppo solo. Meglio cambiare ambiente: va ad Ovaro dove vivr\u00e0 da protagonista lo scudetto del 1989. Ma il richiamo del proprio paese \u00e8 troppo forte e cos\u00ec viaggio di ritorno, si torna all\u2019Ardita, quell\u2019Ardita che nel 1991 vinse un\u2019incredibile Coppa Carnia, battendo il favoritissimo Paluzza nella finale di Ovaro. Poi ancora due esperienze, con la maglia della Velox e infine chiusura di carriera a Forni di Sotto, per fare un favore all\u2019amico e collega Luca Craighero, chiamato ad allenare l\u2019Audax. Che giocatore \u00e8 stato Manuele Ferrari? Il classico centravanti vecchio stampo, uno di quelli che in area di rigore si muovono come nel salotto di casa, grazie ad una tecnica discreta, grande coraggio, fiuto del gol , uso di entrambi i piedi (meglio il destro, per\u00f2) e poi il pezzo pregiato, il colpo di testa. Riteniamo Ferrari, probabilmente, il giocatore pi\u00f9 forte nel gioco aereo di tutta la storia del Carnico. Tanti gol, distribuiti in una carriera lunga e dispendiosa, col record di segnature in una sola partita: 9 palloni infilati nella porta avversaria in un\u2019Ardita \u2013 Sauris del 1986, stagione al termine della quale segn\u00f2 la bellezza di 41 reti, pi\u00f9 una in una gara di spareggio. Una vicenda agonistica, la sua, caratterizzata da una passione smisurata ed anche dalla fortuna di non aver subito gravi infortuni. La passione \u00e8 testimoniata dal viaggio Roma \u2013 Carnia \u2013 Roma compiuto dal sabato pomeriggio alla successiva domenica notte: lui era a Roma per un corso allenatori e l\u2019Oavrese, quella domenica, era impegnata in una sfida cruciale a Sutrio. Figuriamoci se Manuele voleva perdersela: salt\u00f2 sul primo treno utile per Udine, dove arriv\u00f2 sabato sera. Ad attenderlo c\u2019era il presidente Rinaldo Beorchia che lo port\u00f2 in Carnia. La domenica pomeriggio, doppietta decisiva ad Ermes Straulino e poi via, di corsa, verso Udine, con Beorchia sempre nelle vesti di taxista: una notte di viaggio e la mattina l\u2019arrivo nella capitale, dove riprese il corso. L\u2019unico infortunio serio, invece, glielo procur\u00f2 il suo amico Luca Carighero. Manuele lo aveva chiamato per giocare come prestito con l\u2019Ardita nel torneo di Ovaro: i due, avventandosi su un pallone al limite dell\u2019area, si scontrano e Manuele \u00e8 costretto a uscire per una botta al volto. A fine partita, nel canonico terzo tempo, pastasciutta e formaggio: Manuele fa un po\u2019 di fatica a mangiare la pasta, mentre il formaggio proprio non ce la fa. Si rivolge a Geremia Gonano e gli fa: \u201c<em>Gere<\/em>, devo aver rotto la mandibola\u201d. \u201cVa mo va \u2013 rispose Gonano \u2013 ha pur mangiato la pasta. Stai tranquillo, non \u00e8 rotta\u201d. Diagnosi: frattura della mandibola, con buona pace del <em>Gere.<\/em> Pi\u00f9 rapido fu invece il recupero quando si ruppe il naso: operato di marted\u00ec, il venerd\u00ec usci dall\u2019ospedale e la domenica si present\u00f2 al campo per Ancora \u2013 Ardita. Quella volta non esistevano le maschere protettive e nel secondo tempo una pallonata lo colp\u00ec proprio al naso mandandolo ko. La domenica dopo, per, era di nuovo con la maglia numero 9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buoni risultati li ha ottenuti anche in campo politico: l\u00ec le cose non iniziarono nel migliore dei modi. La prima volta che si present\u00f2 in una lista per le comunali ottenne il maggior numero di voti ma vinse l\u2019altra lista. Manuele che ci teneva molto, alla fine era molto deluso, ma una frase di pap\u00e0 Lino si rivel\u00f2 profetica. Vedendolo deluso gli disse solo: \u201cFigliolo, ricordati che il primo giorno, in montagna, non si fa latte \u2026\u201d. E cos\u00ec fu, perch\u00e9 in seguito, di latte, Manuele, ne ha fatto abbastanza: vice sindaco per 5 anni, poi sindaco per 10 ed attualmente vice sindaco. Senza dimenticare il mandato di presidente della Fisi regionale ed ora quello di presidente provinciale. Nel frattempo due unioni: la prima, dalla quale \u00e8 nata Giulia, e poi quella con Michela, che gli ha dato un centrocampista (Gianluca) ed un portiere (Manuel) per l\u2019Ardita. Quando parla di Carnico sprizza entusiasmo da tutti i pori, anche se ultimamente, dall\u2019ambiente del Carnico, gli \u00e8 arrivata una grande delusione. Interpellato per fare il delegato per il Comitato di Tolmezzo aveva dato la propria disponibilit\u00e0. Sembrava fatta, ormai, poi, all\u2019improvviso, non se ne fece pi\u00f9 niente e lui si domanda ancora il perch\u00e9 \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manuele Ferrari nasce in Canada nel 1962: \u00e8 l\u00ec, infatti, che pap\u00e0 Lino e mamma Carmen andarono a lavorare. Una storia di emigranti, come ce ne furono tante alla fine degli anni Cinquanta. 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