{"id":15210,"date":"2016-10-20T12:30:01","date_gmt":"2016-10-20T10:30:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=15210"},"modified":"2016-10-19T17:27:29","modified_gmt":"2016-10-19T15:27:29","slug":"bilancio-della-categoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2016\/10\/20\/bilancio-della-categoria\/","title":{"rendered":"IL BILANCIO DELLA PRIMA CATEGORIA"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_14828\" style=\"width: 256px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2016\/09\/15\/scudetto-promozioni-retrocessioni\/immagine-192-2\/\" rel=\"attachment wp-att-14828\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14828\" class=\"wp-image-14828\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine-192-399x450.jpg\" alt=\"Daniele Iob (Villa)\" width=\"246\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine-192-399x450.jpg 399w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine-192-222x250.jpg 222w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Immagine-192-558x630.jpg 558w\" sizes=\"auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14828\" class=\"wp-caption-text\">Daniele Iob, cannoniere della Prima con 27 reti (foto A. Cella)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>REAL I.C. <\/strong>Cosa scrivere o dire di pi\u00f9 di quanto non si sia scritto e detto in questi giorni? Vince lo scudetto pi\u00f9 impensabile nella storia del Carnico, facendo della continuit\u00e0 di rendimento e del perfetto equilibrio tattico il proprio punto di forza. Equilibrio testimoniato anche dalla sorprendente proporzione tra gol subiti (22) e gol segnati (50). Delle prime 5 ha l\u2019attacco peggiore ma evidentemente le reti realizzate hanno avuto un peso specifico enorme.\u00a0 Il pizzico di fortuna che accompagna le grandi imprese ha scelto, probabilmente, il giusto destinatario, come sempre succede.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CAVAZZO <\/strong>Partita per vincere tutto, la formazione viola ha chiuso la stagione con un pugno di mosche. I campioni uscenti hanno pagato la lunga serie di infortuni che tra fine giugno e inizio luglio hanno falcidiato la squadra. Ma il dato pi\u00f9 evidente rimane la mancanza di vittorie negli scontri diretti: contro le prime 5, su 24 disponibili ne ha conquistati 8. Troppo pochi per poter sperare nella riconferma del titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VILLA <\/strong>Tutti si attendevano qualcosina di pi\u00f9 dalla formazione arancione. Le premesse per far bene c\u2019erano tutte: un gruppo collaudato, l\u2019arrivo di un tecnico esperto e preparato come Maisano e l\u2019arrivo di Gabriele Gauriniello sembravano credenziali validissime per puntare al titolo o quanto meno rimanere in lotta fino alla fine. La squadra sembrava attrezzata in ogni reparto, insomma, ed invece non ha mai dato l\u2019impressione di potercela fare. Grandi partite alternate a prestazioni sotto tono sono state il segnale di quella mancanza di continuit\u00e0 che serve per puntare in alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>OVARESE <\/strong>Non era squadra da primissimi posti e questo lo si sapeva. Per questo il quarto posto finale pu\u00f2 essere considerato un risultato pi\u00f9 che positivo, anche in considerazione del fatto che i biancazzurri hanno perso il portiere titolare De Infanti dopo poche giornate. Il recupero di Manuel Gonano e la stagione positiva del dodicesimo Chiaruttini hanno rappresentato per\u00f2 valori importanti e il piazzamento a tre punti dal podio \u00e8 davvero lusinghiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MOBILIERI <\/strong>Le prime giornate avevano fatto sperare in un campionato di ben altre prospettive. Invece, poi, quasi di colpo la squadra si \u00e8 inceppata. Certo, il piazzamento in classifica denota, rispetto allo scorso campionato, un salto in avanti molto importante, ma Gilberto Buzzi e la societ\u00e0, se vorranno dar seguito all\u2019ambizioso progresso intrapreso dallo scorso anno, dovranno lavorare molto sulla personalit\u00e0 e sul carattere dei giocatori. Al livello di prospettive, attualmente, quella gialloblu \u00e8 la squadra che ne ha pi\u00f9 delle altre. Grande delusione per la Coppa Carnia persa in finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VAL DEL LAGO <\/strong>la doppietta Coppa \u2013 Supercoppa rimarr\u00e0 storica e naturalmente far\u00e0 passare in secondo piano il sesto posto finale che sarebbe stato di per s\u00e9 gi\u00e0 un grandissimo risultato. Franco D\u2019Agaro, all\u2019esordio da tecnico nel Carnico, ha dimostrato di poter entrare prestissimo nell\u2019elite dei grandi allenatori Ha saputo costruire una grande gruppo e soprattutto ha avuto il grandissimo merito di saper trarre il massimo da ogni singolo giocatore. Non c\u2019\u00e8 stato un elemento che si sia rivelato pi\u00f9 decisivo di un altro, ma tutti hanno reso al massimo: un collettivo pratico e funzionale nel vero senso della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CAMPAGNOLA <\/strong>La rosa ristretta e le difficolt\u00e0 che incontrano tutte le squadre all\u2019inizio di un nuovo corso societario potevano creare le premesse per una stagione difficile. Ed invece cos\u00ec non \u00e8 stato, perch\u00e9 il \u201cCampa\u201d \u00e8 sempre stato nei quartieri medio alti della classifica. Per il prossimo anno si parla gi\u00e0 di nomi importanti, individualit\u00e0 da innestare su un telaio di assoluta sufficienza. I tempi del Campagnola in lotta per il titolo sembrano lontani, ma se la dirigenza sapr\u00e0 proseguire nel lavoro intrapreso potrebbero tornare vicinissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FUSCA <\/strong>Il buon campionato scorso poteva autorizzare la speranza di una ulteriore crescita ed invece la squadra non ha dato seguito al trend di crescita. La questione allenatore (con Corti dimissionario dopo poche giornate) di certo ha influito sul resto della stagione (senza per questo dare responsabilit\u00e0 al subentrante Lavia) ma resta la sensazione che la squadra avrebbe potuto far meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CASTELLO <\/strong>Piazzamento finale in linea con le previsioni di inizio stagione. Qualche periodo di sofferenza, qualche calo di rendimento, ma tutto sommato una salvezza che non si \u00e8 dimostrata cos\u00ec \u201cdrammatica\u201d da raggiungere. Flavio Basaldella non vuol sentir parlare di suoi meriti personali, condividendo con la squadra i suoi successi individuali, ma \u00e8 fuor di dubbio che i suoi gol siano stati decisivi per la permanenza in prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CEDARCHIS <\/strong>La salvezza ottenuta per soli tre punti la dice lunga sulle sofferenza di quella squadra che solo pochi anni fa sembrava imbattibile. Ma il tempo passa, logorando muscoli e stimoli dei tanti protagonisti di quei successi. Le grandi parate di Gressani e le reti di \u201cTeo\u201d Zammarchi sono stati manna in qualche momento della stagione. A monte di tutto, una conduzione tecnica al limite della farsa, \u00a0il pandemonio societario, col presidente Barei che si dimette dopo poche partite e una rosa ristretta all\u2019osso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VERZEGNIS <\/strong>Nei programmi c\u2019era la salvezza e la salvezza \u00e8 arrivata. Scopo raggiunto, quindi, ma con qualche sofferenza di troppo, soprattutto dopo aver visto in alcune partite i neroverdi giocare alla pari anche con squadre pi\u00f9 blasonate. Il cambio di allenatore \u00e8 stato assorbito bene, soprattutto perch\u00e9 avvenuto in un momento delicato del torneo. Spiluttini alla fine ha fatto benissimo, ma sarebbe ingeneroso non riconoscere anche i meriti di Dario Cicutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ARTA TERME <\/strong>Una caduta forse inattesa quella dei rossoblu. La squadra magari non era attrezzata per lottare per posizioni alte, ma francamente nulla lasciava presagire la retrocessione. Cosa \u00e8 mancato allora? Forse un po\u2019 di serenit\u00e0 nei momenti caldi e la fiducia nei propri mezzi che non erano, come detto, di prim\u2019ordine ma nemmeno cos\u00ec dimessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>FOLGORE <\/strong>Le ultime giornate dello scorso campionato avevano lasciato intuire che questa sarebbe stata una stagione difficile. Qualche giocatore ha reso molto meno di quanto fosse lecito aspettarsi, qualche infortunio ha complicato le cose, ma ad Invillino non ne faranno un dramma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PALUZZA <\/strong>L\u2019handicap iniziale era gi\u00e0 di suo una zavorra difficile da trasportare, soprattutto in un momento di cambiamenti societari e tecnici. Eppure la squadra \u00e8 sempre uscita a testa alta da ogni campo e se solo avesse avuto una maggiore concentrazione (quanti punti buttati negli ultimi minuti) le cose avrebbero potuto prendere anche un\u2019altra piega.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REAL I.C. 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