{"id":14228,"date":"2016-07-28T23:02:14","date_gmt":"2016-07-28T21:02:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=14228"},"modified":"2016-07-28T23:02:59","modified_gmt":"2016-07-28T21:02:59","slug":"gente-carnico-gildo-de-toni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2016\/07\/28\/gente-carnico-gildo-de-toni\/","title":{"rendered":"GENTE DI CARNICO: GILDO DE TONI"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_14229\" style=\"width: 188px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2016\/07\/28\/gente-carnico-gildo-de-toni\/gildo\/\" rel=\"attachment wp-att-14229\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14229\" class=\" wp-image-14229\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/GILDO-221x450.jpg\" alt=\"Gildo De Toni in azione.\" width=\"178\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/GILDO-221x450.jpg 221w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/GILDO-123x250.jpg 123w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/GILDO.jpg 230w\" sizes=\"auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14229\" class=\"wp-caption-text\">Gildo De Toni in azione.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domenica scorsa, quando durante la trasmissione \u201cA tutto Carnico\u201d \u00e8 stato annunciato il terzo gol dell\u2019Arta a Paluzza e il radiocronista ha specificato: \u201cTerzo gol dell\u2019Arta: ha segnato De Toni!\u201d, in molti si saranno chiesti: \u201cMa chi \u00e8 questo De Toni? Mah, forse un giovane della juniores \u2026\u201d. E invece no, il De Toni in questione \u00e8 sempre quello: Gildo, o se preferite <em>Gjldo <\/em>, per dirla alla carnica. <em>Gjldo<\/em> De Toni, classe 1967, ovvero 49 anni. Qualcuno potrebbe anche pensare che sia una specie di scandalo che un quasi cinquantenne sia ancora protagonista. Ed invece non \u00e8 \u201cscandaloso Gildo\u201d (parafrasando il titolo di un film di Gabriele Lavia), ma piuttosto dovrebbe far riflettere il perch\u00e9 uno riesca a ritagliarsi spazi importanti all\u2019et\u00e0 in cui potrebbe allenare tanti di quei giovani ai quali, invece, la domenica rende la vita difficile. Ci saranno componenti, diciamo cos\u00ec, genetiche, ma quello che ancora gli fa preparare la borsa e andare al campo \u00e8 la passione, le dedizione ad uno sport al quale ha dedicato parte della sua vita. La generazione, pi\u00f9 o meno, dei Paolo Di Lena, dei Pierpaolo Screm, dei Luca Rupil, che non smettono, ma tutto sono tranne che patetici.<!--more--> Quella di <em>Gjldo <\/em>col calcio \u00e8 una storia lunga, incominciata tanti anni fa, quando ancora il pizzo era un\u2019ipotesi ma i riccioli forse erano gi\u00e0 quelli. Gli anni in cui da Trelli raggiungeva Paularo per vestire la maglia gialloblu della Velox. La tecnica era magari di quelle non particolarmente raffinate, ma l\u2019esuberanza fisica, la grinta e il carattere bastavano ed avanzavano per farsi notare. Dopo qualche stagione con la Velox, il Cedarchis gli mette gli occhi addosso. In realt\u00e0 fu lui, prima, a mettere gli occhi addosso al Cedarchis, pi\u00f9 precisamente ad una di Cedarchis. Lei era Eva Granzotti, figlia di Dino (all\u2019epoca dirigente giallorosso) e sorella del bomber Riccardo. Dino fiut\u00f2 subito il gran colpo, un colpo doppio: un bravo ragazzo per la figlia e un buon giocatore per il suo \u201cCeda\u201d. A quei tempi per\u00f2 non esistevano gli svincoli e bisognava trattare coi dirigenti. Dino non si perde d\u2019animo e sale a Paularo, dall\u2019allora presidentessa Nives Romano, dicendole pi\u00f9 o meno: \u201cDottoressa, io sono convinto che lei non abbia nessuna intenzione di mandare all\u2019aria una famiglia!<em> Gjldo <\/em>sta con mia figlia ed, insomma, sarebbe opportuno che giocasse col Cedarchis\u201d. Dino, precorrendo i tempi, insomma, la mise sul piano dell\u2019 \u2026 integrazione! La dottoressa (che naturalmente aveva poca voglia di privarsi di un giocatore importante) prese tempo, rispondendo che forse sarebbe stato il caso di sentire anche il parere dell\u2019interessato. Dino non si perse d\u2019animo e attu\u00f2 la seconda parte del suo piano. And\u00f2 da <em>Gjldo <\/em>e gli disse: \u201cRagazzo, se vuoi che mia figlia non accusi pi\u00f9 improbabili \u2026 mal di testa, sar\u00e0 il caso che tu venga a giocare nel Cedarchis!\u201d. Oddio, magari il linguaggio sar\u00e0 stato molto pi\u00f9 colorito, ma il senso era quello: vestire il giallorosso per non andare in \u2026 bianco! A Cedarchis lo accolsero benissimo: il fatto di essere <em>imparentat <\/em>con una famiglia calcisticamente importante lo aiut\u00f2, ma di certo lui ci metteva anche tanto di suo, in un ambiente che sembrava fatto apposta per esaltarne le caratteristiche temperamentali. Furono anni indimenticabili, costellati di vittorie, soddisfazioni e sempre grandi riconoscimenti anche a livello personale. Perch\u00e9 <em>Gjldo<\/em> \u00e8 una di quelle persone speciali: amato dai compagni e rispettato dagli avversari. Trovate un attaccante, uno solo, che dica di aver subito da lui un fallo vigliacco. Duro s\u00ec, ma leale; grintoso s\u00ec, ma corretto. Quando gli avversari parlano di lui lo fanno sempre con grande rispetto, il rispetto che sanno guadagnarsi le persone sincere e leali. Delle sue abitudini non conosciamo granch\u00e9, nel senso che non sappiamo se questa sua longevit\u00e0 agonistica sia il frutto di una vita improntata al salutismo, alla misura, al sapersi controllare. Di certo, come si diceva, c\u2019\u00e8 un fattore genetico, ma lui \u00e8 uno che si allena, lo ha sempre fatto e continua a farlo. A questo proposito, chi scrive \u00e8 diretto testimone di un episodio capitato qualche anno fa, quando <em>Gjldo <\/em>comunque aveva gi\u00e0 superato la quarantina. Era un caldo, caldissimo pomeriggio di fine luglio, pi\u00f9 o meno verso le 14.30. Il sottoscritto stava tornando da Tolmezzo verso Paluzza e in macchina quasi si sudava solo a cambiare le marce. Sul rettilineo di fronte all\u2019allevamento delle trote, da lontano, si vede uno che spinge una moto; lo raggiungo per vedere magari se ha bisogno di aiuto. Quando lo affianco lo riconosco subito: \u00e8 lui, De Toni del Cedarchis. Il caldo bestiale e la faticata gli avevano appena scomposto i riccioli! Gli dico: \u201cGildo (io lo chiamo cos\u00ec, perch\u00e9 per me <em>Gjldo<\/em> \u00e8 praticamente impronunciabile!), hai bisogno di una mano?\u201d E lui: \u201cHo finito la benzina e vado a farla al distributore sul ponte di Sutrio. Sono almeno un paio di chilometri che spingo questa moto\u201d. \u201cBeh, dai, sali che ti do un passaggio. Avranno ben una tanica da darti al distributore! Te la fai riempire e poi ti riaccompagno\u201d. \u201cNo, no, grazie, continuo a spingere, almeno faccio un po\u2019 di allenamento!\u201d. E continu\u00f2 a spingere, come evidentemente era abituato a fare \u2026 sulla fascia. Ma torniamo alla pura vicenda calcistica: dopo tanti anni col Cedarchis, probabilmente, le cose non sono pi\u00f9 uguali. Forse \u00e8 il momento di cambiare aria. Certi rapporti finiscono cos\u00ec, senza un motivo vero. Qualcuno ha detto che nel \u201cCeda\u201d trovava sempre meno spazio. Qualcun altro ha detto che lui se l\u2019era un po\u2019 presa. La verit\u00e0, come spesso succede, sta nel mezzo, ma da lui non sentirete mai pronunciare una sola mezza parola contro il Cedarchis. Anzi, una volta che glielo chiesero, in un\u2019 intervista, disse che era giusto cos\u00ec, che le cose vanno da sole e non ci sono colpe di uno o dell\u2019altro. Questione di correttezza e di stile, appunto. L\u2019Arta, allora, si fece avanti ottenendo subito il suo s\u00ec e le sue prestazioni sempre di livello. Ecco, questo \u00e8 <em>Gjldo<\/em> De Toni: semplicemente straordinario o straordinariamente semplice. Beh, fate voi, il risultato non cambia. Perch\u00e9, insomma, ce ne fossero, di <em>Gjldo<\/em>! \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica scorsa, quando durante la trasmissione \u201cA tutto Carnico\u201d \u00e8 stato annunciato il terzo gol dell\u2019Arta a Paluzza e il radiocronista ha specificato: \u201cTerzo gol dell\u2019Arta: ha segnato De Toni!\u201d, in molti si saranno chiesti: \u201cMa chi \u00e8 questo De Toni? Mah, forse un giovane della juniores \u2026\u201d. E invece no, il De Toni in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,5],"tags":[],"class_list":["post-14228","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-carnico","category-varie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14228"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14232,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14228\/revisions\/14232"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14228"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14228"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}