{"id":13743,"date":"2016-06-27T23:00:34","date_gmt":"2016-06-27T21:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=13743"},"modified":"2016-06-27T23:06:42","modified_gmt":"2016-06-27T21:06:42","slug":"gente-di-carnico-andrea-quaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2016\/06\/27\/gente-di-carnico-andrea-quaglia\/","title":{"rendered":"GENTE DI CARNICO: ANDREA QUAGLIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2016\/06\/27\/gente-di-carnico-andrea-quaglia\/qqqqqq\/\" rel=\"attachment wp-att-13744\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-13744\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/qqqqqq-257x450.jpg\" alt=\"qqqqqq\" width=\"158\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/qqqqqq-257x450.jpg 257w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/qqqqqq-143x250.jpg 143w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/qqqqqq.jpg 344w\" sizes=\"auto, (max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a>Questione di ruolo. O forse di squadre in cui giochi. O perch\u00e9 no, un problema di <em>appeal.<\/em> Ci sono tanti modi, insomma, per finire nella schiera dei giocatori sottovalutati. Quei giocatori, cio\u00e8, che non compaiono in nessuna squadra ideale o che magari se ne stanno l\u00ec a met\u00e0 graduatoria nelle classifiche di rendimento, con quel marchio di mediocrit\u00e0 decretato da cronisti frettolosi o poco attenti che si fanno ammaliare da un dribbling ubriacante o da un gol in rovesciata e non si accorgono che se questo tipo di prodezze \u00a0non riesce \u00e8 perch\u00e9 c\u2019 \u00e8 qualcuno di questi \u201cmediocri\u201d ci mette lo zampino nascosto dietro il parastinchi. Ecco, io ho sempre pensato che Andrea Quaglia, centrale difensivo del Cercivento, sia uno di questi. Di questi che vengono, appunto, bollati come mediocri ma che mediocri non sono. Anzi \u2026 Andrea \u00e8 quel che si dice un ragazzo tranquillo, uno di quelli che prendono sempre sul serio <!--more-->le cose che fanno, perch\u00e9 sanno che la loro seriet\u00e0 \u00e8 la forma di rispetto pi\u00f9 alta per chi lavora o vive accanto a loro. Trentadue anni nel prossimo agosto molti dei quali dedicati al calcio (ma non solo, come vedremo): figlio unico di pap\u00e0 Daniele e mamma Maria, che sono stati bravi a crescerlo senza trasmettergli le fisime proprie dei figli unici, ha iniziato a tirare i primi calci nelle giovanili del Sutrio, prima di passare al Paluzza (la squadra del suo paese), poi a Timau, per tornare ancora al Paluzza ed infine, quest\u2019anno, l\u2019approdo a Cercivento. Spirito inquieto? Decisamente no. Anzi, ragazzo che ha sempre ponderato le sue scelte dietro le quali c\u2019\u00e8 sempre stata una motivazione forte e decisiva. Il passaggio dal Paluzza a Timau, per esempio. Andrea era reduce da buone prestazioni in Terza con i nerazzurri e l\u2019allora tecnico Francesco Moser lo utilizzava in diverse posizioni sulla fascia (esterno alto o basso), apprezzandone duttilit\u00e0 e spirito di sacrificio per la causa comune. Poi, quasi all\u2019improvviso, Andrea un bel giorno decide che quell\u2019ambiente non fa pi\u00f9 per lui: niente di personale con nessuno, solo che quando Moser gli chiede di fare il centrale di difesa si accorge di non averne voglia. Il ragazzo sta passando un periodo un po\u2019 cos\u00ec, uno di quelli in cui magari sei un po\u2019 stanco delle solite cose e delle solite persone. Chiamare questo stato depressione \u00e8 francamente eccessivo: \u00e8 un momento di crescita, forse, la voglia di \u201cverificarsi\u201d in un ambiente diverso. E allora quella di non voler fare il centrale di difesa diventa una scusa. A Timau far\u00e0 bene, ma l\u2019insistenza di Moser (che lo conosce bene) gli resta dentro. Cos\u00ec come gli resta dentro la voglia di scoprire perch\u00e9 il suo allenatore lo volesse centrale di difesa a tutti i costi. Il rientro a Paluzza, confermer\u00e0 che quella di \u201cTele\u201d Moser era un\u2019intuizione felicissima, perch\u00e9 in quel ruolo Andrea \u00e8 bravo, ma bravo davvero: tempismo, senso dell\u2019anticipo, capacit\u00e0 di concentrazione quasi feroce sono le doti del difensore perfetto e a queste aggiunge un\u2019intelligenza calcistica non cos\u00ec comune e la capacit\u00e0 del fare il fallo \u201ccattivo\u201d, ma giusto, mai carogna! Nel nuovo ruolo fa bene e, con tutto il rispetto, la Terza gli va decisamente stretta. Questo \u00e8 l\u2019Andrea calciatore, ma esiste un\u2019Andrea \u201cprivato\u201d con tutta una gamma di interessi verso altri sport ed altre passioni. La sua passione pi\u00f9 grande \u00e8 Anna, una ragazza dolcissima, con un sorriso solare che sa capirlo ed assecondarlo. Anna \u00e8 la sorella di Giulio Scarsini, il capitano del Tolmezzo ed insomma in quanto a difensori lei potrebbe scrivere un libro &#8230; A proposito, di libri: la lettura \u00e8 uno di quegli hobby che Andrea cura con molto interesse. Gli piace leggere un po\u2019 di tutto, dai romanzi, alle biografie, ai manuali di informatica, altra sua grande passione. E per assecondare ulteriormente il suo spirito eclettico, ama anche altre attivit\u00e0 fisiche: lo ricordiamo un anno nella squadra juniores della Pallacanestro Tolmezzo, per esempio, e grande camminatore in montagna, dove d\u2019inverno non disdegna qualche sciata. E poi il calcio a 5 che d\u2019inverno pratica con la squadra del Paluzza calcio a 5, nel campionato d\u2019Eccellenza della Lega Calcio Friuli Collinare. Il tutto, perfettamente organizzato nel tempo libero che gli lascia la sua professione di elettricista. Sar\u00e0 per tutte queste attivit\u00e0 che forse, dopo nove anni, non ha ancora trovato il tempo per andare a vivere con Anna, anche se qualcosa, forse, si sta muovendo: si parla di una casa che sta preparando ad Imponzo e forse, chiss\u00e0, stavolta \u00e8 la volta buona \u2026 Chi lo vede mangiare spesso parla di lui come una \u201cbuona forchetta&#8221;, uno di quelli a cui piace tutto e non si lamenta mai: salato, poco salato, crudo o troppo cotto, non fa differenza. Difetti? Ma s\u00ec, dai, qualcuno ce l\u2019ha, ci mancherebbe! Se in campo sbaglia qualcosa e un compagno glielo fa notare scatta su come una molla: \u201cLo so che ho sbagliato, \u00e8 inutile che me lo dici!\u201d. E poi, non fatelo arrabbiare, perch\u00e9 probabilmente si stenterebbe a credere che quell\u2019Andrea sia lo stesso che di solito si pone verso gli altri. <em>\u201cIn medio stat virtus\u201d<\/em> dicevano i latini, per celebrare l\u2019elogio della mediocrit\u00e0 non come aspetto negativo, ma per sottolineare l\u2019importanza della moderazione, dell\u2019equilibrio e del vivere senza eccessi. Ecco, esattamente come Andrea nella vita di tutti i giorni. Come difensore, per\u00f2, a mio modesto parere, decisamente sopra la media!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questione di ruolo. O forse di squadre in cui giochi. O perch\u00e9 no, un problema di appeal. Ci sono tanti modi, insomma, per finire nella schiera dei giocatori sottovalutati. 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