{"id":12751,"date":"2015-11-30T09:00:29","date_gmt":"2015-11-30T08:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=12751"},"modified":"2015-11-30T17:27:23","modified_gmt":"2015-11-30T16:27:23","slug":"controluce-di-un-calcio-di-rigore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2015\/11\/30\/controluce-di-un-calcio-di-rigore\/","title":{"rendered":"&#8220;CONTROLUCE&#8221; DI UN CALCIO DI RIGORE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2015\/11\/30\/controluce-di-un-calcio-di-rigore\/boschetti\/\" rel=\"attachment wp-att-12752\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-12752\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/boschetti-315x450.png\" alt=\"boschetti\" width=\"252\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/boschetti-315x450.png 315w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/boschetti-175x250.png 175w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/boschetti-442x630.png 442w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/boschetti.png 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a>Nei mesi scorsi \u00e8 scomparso <strong>Giampietro \u201cFurio\u201d Boschetti<\/strong>, attaccante degli anni Settanta. Quelli con qualche primavera in pi\u00f9 sulle spalle se lo ricorderanno bene. Invitiamo gli altri a leggere questo ricordo che di lui ha voluto esprimere <strong>Giorgio Savani<\/strong>, ora affermato professionista, all\u2019epoca segretario e D.S. del Cercivento. Nel racconto di Savani, al centro c\u2019\u00e8 la figura di \u201cFurio\u201d, ovviamente, ma il contorno \u00e8 storia semplice e genuina di quei tempi, quando il centravanti di una squadra del Carnico era un idolo per una generazione senza internet e senza Sky. Troppo semplice? Forse. Senz\u2019altro, per\u00f2, tutto vero. <em>\u201cI ricordi &#8211; che ho riscontrato in modo puntuale &#8211; mi derivano da un lato dalla mia ammirazione giovanile per l&#8217;atleta Furio, successivamente dai miei rapporti sportivi in dieci anni di segretario\/direttore sportivo nel Cercivento ed infine dal rapporto di amicizia e conoscenza\u201d.<\/em> Cos\u00ec Savani \u201cgiustifica\u201d il suo racconto che veramente vale la pena di leggere.<!--more--><\/p>\n<p>Boschetti Giampietro-Furio di Cercivento, il \u201cfi da com\u00e0ri\u201d, il figlio dell\u2019ostetrica, classe 1954.Le giovanili e la squadra del cuore: l\u2019A.C. Paluzza<br \/>\nA Cercivento nel 1970 non c\u2019era il campo sportivo e quindi neppure una squadra di calcio.<br \/>\nFurio era cresciuto nelle giovanili e gioc\u00f2 sempre nel Paluzza, salvo un anno in prestito al Sutrio nel 1972, per poi terminare la carriera a Cercivento.<br \/>\nEra molto bravo e di talento al tal punto che ancora giovanissimo fu portato a sostenere un provino a S. Siro ai tempi della grande Inter.<br \/>\nNon era come oggi che ci sono i campus estivi o le scuole del calcio e tutti possono provare: solo i veri talenti scelti dagli osservatori in incognito avevano la possibilit\u00e0 di fare un provino con le grandi squadre di serie A.<br \/>\nFurio aveva talento e tutte le caratteristiche fisiche, mentali e tecniche per la carriera da professionista ma aveva un limite che lo penalizz\u00f2 durante il provino: segnava di destro, di sinistro, in movimento e nei tiri da fermo ma non colpiva il pallone di testa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019antefatto: l\u2019incidente ferroviario<\/strong><br \/>\nAveva ancora il segno di una cicatrice sulla fronte che nascondeva una ferita mai superata. Infatti, da piccolino quando ancora viveva a Pontebba, era in braccio alla zia e per cause accidentali caddero entrambi sui binari mentre stava transitando il treno per Vienna: Furio si salv\u00f2 solo perch\u00e9 la zia nell\u2019ultimo disperato tentativo, questione di un attimo, prima di essere travolta e restare uccisa, riusc\u00ec a mettere in salvo il piccolo Furio gettandolo oltre i binari. Quel fatto tragico, stigmatizzato dalla grave ferita alla testa, condizion\u00f2 il futuro calcistico di Furio ed in particolare l\u2019esito negativo del provino con l\u2019Inter.<\/p>\n<p><strong>Il primo goal di testa e \u2026 \u201cd\u2019anca\u201d<\/strong><br \/>\nSolo una volta, a fine carriera, quando giocava per il Cercivento appoggi\u00f2 di testa una palla in rete e mi disse: \u201c\u00e8 il mio primo goal di testa di sempre\u201d e mi raccont\u00f2 l\u2019aneddoto dell\u2019incidente ferroviario!<br \/>\nCompresi in quel momento che anni prima, nel 1973, quando giocava con il Paluzza, (quell\u2019anno poi promosso in Eccellenza ed il Cercivento neo-matricola \u201cfanalino di coda\u201d), in una partita contro il Cercivento, dallo sviluppo di un corner, Furio realizz\u00f2 una \u201cdoppietta\u201d e ci segn\u00f2 un goal \u201cd\u2019anca\u201d: i tifosi pi\u00f9 esacerbati del Cercivento, con discussioni da \u201cmoviola\u201d, ritennero di vedere invece un goal fatto con il \u201csedere\u201d (a lu a fat apu\u00e9ste cul c\u1ee9l!) e qualificarono quel gesto atletico come uno \u201csberleffo\u201d di un paesano all\u2019insufficienza della matricola Cercivento.<\/p>\n<p><strong>Il bomber<\/strong><br \/>\nBomber di razza, fisico rilevante ma agile e scattante, Furio sapeva coprire il pallone come pochi, dribbling stretto, veloce e progressivo, non sprecava mai le occasioni, si divertiva e\u2026 segnava sempre!<br \/>\nNelle aree avversarie creava ogni volta scompiglio e da solo sapeva tenere in fibrillazione i \u201crudi\u201d difensori.<br \/>\nRiusciva ad intimorire le difese prima con la grande ma calma personalit\u00e0, mai ostentata seppure sempre presente e percepibile, tipica di un leader e, poi, con la grinta e la determinazione.<br \/>\nSapeva che solo l\u2019impegno duro e costante, i sacrifici e le rinunce portano i risultati cos\u00ec come nella vita anche nello sport e quindi si impegnava da vero ed instancabile \u201cprofessionista\u201d.<br \/>\nFurio, gioc\u00f2 con il Paluzza, negli anni in cui questa squadra era forte da far \u201cpaura\u201d.<br \/>\nNel 1972, a 18 anni quando and\u00f2 un anno in prestito con lo squadrone del Sutrio, insieme a Filaferro Fiore, arriv\u00f2 secondo nella classifica cannonieri con 8 reti.<br \/>\nL\u2019anno successivo, quando la Triestina Calcio militava in \u201cC\u201d assistetti all\u2019amichevole con il Paluzza durante il ritiro. A pochi minuti dall\u2019inizio, Furio si guadagn\u00f2 la prima palla a centrocampo con la porta alle spalle ma con un giro velocissimo e con un guizzo felino lasci\u00f2 di stucco lo stopper che lo aveva seguito in marcatura, evit\u00f2 l\u2019atterramento saltando il tentativo d\u2019interdizione del mediano, triangol\u00f2 di prima mi pare con Nodale \u201cPicoio\u201d, e dal limite dell\u2019area piazz\u00f2 una \u201cbomba\u201d all\u2019incrocio dei pali lasciando tutta la retroguardia della Triestina impietrita ed il portiere sbigottito.<br \/>\n1-0 per il Paluzza, un gran goal, che aveva il sapore della vittoria.<br \/>\nPoi la Triestina si mise in raddoppio di marcatura su Furio e non arrivarono pi\u00f9 palle giocabili per l\u2019attacco e la partita fin\u00ec 4-1.<br \/>\nQuell\u2019anno Furio vinse con il Paluzza la classifica cannonieri con 22 reti e contribu\u00ec per la promozione in Eccellenza.<br \/>\n<strong>La grande crisi petrolifera ed il terremoto<\/strong><br \/>\nNel 1973 ci fu la grande crisi petrolifera mondiale e l\u2019austerity.<br \/>\nInflazione alle stelle, anche il 18\/20% in un anno, la macchine circolavano a targhe alterne e non c\u2019erano pi\u00f9 le lire in spiccioli ma solo dei miniassegni di carta. La domenica le autovetture e motorini non circolavano. Mancava il lavoro ed era veramente dura.<br \/>\nNonostante il successivo benessere indotto dai tragici due terremoti del 1976, anche allora, c\u2019era chi per motivi di lavoro era costretto a lasciare il paese, la famiglia e gli amici.<br \/>\nA soli 22 anni Furio di fatto smise di giocare perch\u00e9 dovette emigrare per motivi di lavoro.<br \/>\nPerito edile, lavor\u00f2 anche alcuni anni in Egitto prima come responsabile di cantiere per grandi opere e poi come direttore dei lavori.<\/p>\n<p><strong>Il calcio all\u2019estero \u2013 La passione per ogni tipo di sport<\/strong><br \/>\nAnche all\u2019estero Furio quando poteva giocava con le squadre locali.<br \/>\nAl Cairo mise su una squadra di Italiani per giocare contro la fortissima squadra del Zamalek Calcio.<br \/>\nDa appassionato di sport seguiva tutte le discipline e, da emigrante, le imprese degli sportivi connazionali erano particolarmente sentite e motivo di orgogliosa appartenenza anche se sapeva obiettivamente apprezzare i grandi atleti anche se non erano italiani.<br \/>\nOltre all\u2019attenzione per il calcio, ricordo, tra tanti, il tifo per Pietro Mennea, Thoni e Gros, Sara Simeoni, Dino Meneghin e la soddisfazione tutta italiana per l\u2019oro e l\u2019argento ai Campionati Europei di Venanzio Ortis nel 1978.<\/p>\n<p><strong>Il tesseramento con il Cercivento<\/strong><br \/>\nNel 1979 Furio rientr\u00f2 dall\u2019Egitto. Si tesser\u00f2 finalmente con il Cercivento ma ci disse molto correttamente che le possibilit\u00e0 di riuscire a giocare ancora erano remote proprio per questi impegni di lavoro che lo vedevano ancora sempre in viaggio seppure non pi\u00f9 all\u2019estero.<br \/>\nPortava il numero 44 di piede e mi disse un giorno: \u201ctieni comunque sempre pronte le scarpe non si sa mai\u201d. Avevamo comperato un paio di scarpette \u201cPantofola d\u2019oro\u201d n. 45 perch\u00e9 a Furio non piacevano le scarpe troppo strette; le portavo sempre nel borsone, nel cosiddetto \u201ckit di sopravvivenza\u201d per ogni emergenza.<br \/>\nEra una domenica, il Cercivento militava nel girone B di Promozione e si stava per giocare una partita amichevole di precampionato al \u201cprater\u201d di Cercivento. Furio non aveva fatto alcuna preparazione proprio perch\u00e9 ancora non libero da impegni.Durante il riscaldamento un nostro giocatore (di gran talento ma all\u2019epoca anche di gran stramberia ed esuberanza giovanile) non gradendo il ruolo che il mister aveva assegnato, ancora prima che iniziasse la partita, rientr\u00f2 negli spogliatoi e non volle giocare.<br \/>\nCon rabbia e sconforto guardai verso il pubblico e vidi in tribuna Furio, braccia conserte e pure lui \u201cbasito\u201d per quello che era successo. Ci guardammo, ricordo ancora oggi come fosse solo ieri i suoi occhi azzurri, anzi di un celeste molto chiaro e luminoso, profondi e taglienti, e fu un lampo d\u2019intesa: recuperai il kit e tirai fuori le scarpe numero 45 e Furio fu messo in formazione con il numero 9!<br \/>\nMi disse con molta onest\u00e0: \u201d\u2026 sono in sovrappeso, non mi alleno da anni, ma se mi fate arrivare il pallone quando sono ancora fresco la rete la scuoto\u201d (la reit a scjass\u00e9)<br \/>\nEd and\u00f2 proprio cos\u00ec: palla al centro, e quasi una replica dell\u2019eurogoal che vidi fare alla Triestina anni prima, fece un grandissimo goal lasciando i tifosi increduli specie quelli che ebbero da ridire quando lo videro entrare a sorpresa in campo.<br \/>\nFurio in quella partita resse solo un tempo, ovviamente, ma fu chiaro a tutti che il campione era ancora lui, quello che faceva la differenza.<br \/>\nMi disse che per qualche mese sarebbe stato a casa e che quindi avrebbe potuto giocare in campionato almeno fino a quando non sarebbe dovuto ripartire.<br \/>\nSi mise d\u2019impegno e cominci\u00f2 ad allenarsi gran parte da solo per la parte atletica: bruci\u00f2 10 chili e torn\u00f2 davvero in forma.<\/p>\n<p><strong>Il segreto del calcio di rigore<\/strong><br \/>\nVederlo giocare finalmente a Cercivento era ogni volta una scoperta sia sotto il profilo umano che tecnico. Al termine di ogni allenamento si fermava anche pi\u00f9 di mezz\u2019ora per allenarsi sui rigori e sulle punizioni con barriere sagomate..<br \/>\nIn particolare, mi sorprendeva la freddezza con cui tirava i rigori e non li sbagliava mai!<br \/>\nGli chiesi un giorno se avesse per caso un qualche particolare segreto. Mi rispose: \u201c al contrario della maggior parte dei calciatori che si trovano sul dischetto prima del tiro e che hanno paura di sbagliare \u2013 io invece, penso, di sicuro \u201dcum\u00f2 lu segni!\u201d &#8211; che faccio goal.<br \/>\nOggi i manager lo definirebbero come un atteggiamento determinato e assertivo, tipico di chi fa poche chiacchere, non trova scuse, si assume le proprie responsabilit\u00e0 e raggiunge gli obiettivi e senza lamentarsi delle difficolt\u00e0 \u00e8 capace di porsi in discussione ogni volta che \u201cagisce\u201d come chi al \u201cnovantesimo\u201d ha il coraggio di presentarsi al dischetto per il \u201ctiro\u201d decisivo ed essere pronto alla prova.<\/p>\n<p><strong>La nuova partenza per lavorare<\/strong><br \/>\nAvevamo in squadra il \u201cbomber\u201d che teneva impegnate le difese, consentiva alla squadra di stare alta e corta e di giocare bene e poi \u201csegnava\u201d; se nel corso di un partita potevano arrivare tre palle giocabili di sicuro una o due erano dei goals: ed in ogni caso creava spazi e consentiva inserimenti e belle giocate anche ai compagni: la squadra, con lui era veramente sicura e forte.<br \/>\nPurtroppo, per\u00f2, gi\u00e0 agli inizi della fase di ritorno, al culmine della forma e con una tripletta rifilata al Fusca, Furio dovette ripartire per il lavoro e non potemmo pi\u00f9 avere il beneficio del suo apporto in campo e dei suoi goals decisivi: quell\u2019anno giocando molte partite in meno comunque realizz\u00f2 19 reti ed arriv\u00f2 secondo alla classifica cannonieri, solo dietro ad Urban Cesarino del Cedarchis che vinse la classifica con 21 reti.<br \/>\nQuell\u2019anno arrivammo terzi, dopo il Cedarchis l\u2019 Illegiana\u2013 che fu promossa in Eccellenza: a tutti fu chiaro che se Furio avesse giocato anche le restanti partite del girone di ritorno non sarebbero avanzati punti per gli altri e avremmo senz\u2019altro raggiunto la promozione in Eccellenza con indiscusso merito in luogo della promozione in seconda categoria.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno \u2013 \u201cIl calcio di rigore\u201d<\/strong><br \/>\nBen sette anni dopo, nel 1986, Furio rientr\u00f2 e all\u2019et\u00e0 di 32 riusc\u00ec ancora a giocare alcune partite con il Cercivento.<br \/>\nEravamo in seconda categoria ed era l\u2019anno del fortissimo \u201cMercato\u201d di Tarvisio che vinse il campionato e fu promosso in Eccellenza con la potenza delle reti di Cappellaro, Vollero e Amodio, un attacco da \u201cpaura\u201d.<br \/>\nIl Mercato arrivava a Cercivento imbattuto.<br \/>\nFurio era in formazione, non allenato e con molti chili in pi\u00f9, per cui giocoforza dovette fare la punta fissa senza i suoi soliti movimenti.<br \/>\nPerdevamo 2-1 ma, a 10 minuti dalla fine, fu decretato una calcio di rigore per il Cercivento per fallo proprio su Furio: dalla panchina non ci furono dubbi \u201cFurio tiralo tu!\u201d<br \/>\nFurio si avvicin\u00f2 alla panchina e bagnandosi la nuca con la spugna ci disse: \u201cLauro, il portiere, ha giocato a Paluzza con me e mi sono allenato molti anni con lui ai rigori e quindi lui sa esattamente come li tiro.<br \/>\nSe volete che lo tiri io devo prendere il palo altrimenti me lo para \u2026\u201d.<br \/>\nRimanemmo per un secondo sospesi, senza fiato, ma un attimo dopo non ci fu alcun dubbio: uno sguardo d\u2019intesa e pugni serrati!\u201d<br \/>\nCome sempre, Furio pul\u00ec con scrupolo il dischetto dai sassolini e dall\u2019eccesso di gesso, posizion\u00f2 con attenzione il pallone sul \u201cpunto\u201d bianco.<br \/>\nIl portiere, l\u2019ex compagno di squadra, lo fissava con una mezza smorfia fra il sorriso e lo sberleffo perch\u00e9 conosceva tutti i segreti di tiro di Furio dal dischetto ed istrionicamente pensava che ci\u00f2 lo avrebbe condizionato di molto nel tiro, ma anche Furio lo guardava: un breve sorriso di saluto tra ex compagni e poi lo sguardo freddo e profondo.<br \/>\nNoi dalla panchina come un mantra ripetavamo fra noi ci\u00f2 che Furio stava pensando in quel momento: \u201cOra lo segno, cum\u00f2 lu s\u00e9gni, ora lo segno, cum\u00f2 lu s\u00e9gni, \u2026\u201d<br \/>\nPoi, dopo momenti che sembravano incolmabili: un silenzio siderale, breve rincorsa, quattro passi piccoli, piede d\u2019appoggio a lato del pallone, caricamento potente ed un tiro privo di qualsiasi indecisione. \u201cBaam\u201d, il portiere come una molla si distese sulla propria sinistra, intuendo il tiro \u2026 ma \u2026 \u201cBaam\u201d, \u2026 palo e dentro!<br \/>\nAl culmine dell\u2019esultazione Furio venne verso la panchina per ringraziarci della fiducia e gli urlammo tutti \u201c\u2026p\u00e2l e d\u00e9nti \u2026 palo e dentro \u2026 p\u00e2l e d\u00e9nti!\u201d<br \/>\nTutti in quel momento entrammo nella consapevolezza di aver vissuto un momento speciale, unico, indimenticabile ed infrangibile al cospetto di un grande.<\/p>\n<p><strong>\u201cControluce\u201d di un calcio di rigore<\/strong><br \/>\nAll\u2019improvvisa notizia che Furio \u00e8 mancato il 23 settembre 2015, le emozioni personali mi hanno portato indietro nel tempo a ricordare Furio come una persona dal grande spessore umano, molto sensibile e attaccatissimo ai valori della famiglia, del lavoro e dello sport. In particolare quello speciale \u201crigore\u201d ed il segno emozionale che ha lasciato, nei valori, va ben oltre al singolare e ricercato gesto sportivo.<br \/>\nSe ben compreso, pu\u00f2 essere d\u2019aiuto ai giovani e alle persone d\u2019oggi in difficolt\u00e0 con le relazioni, il lavoro e gli obiettivi.<br \/>\nLe soluzioni nella vita come nello sport non possono prescindere da un passaggio necessario e fondamentale: il costante impegno, l\u2019allenamento scrupoloso, sofferto e curato, l\u2019attenzione ai minimi particolari e gli studi continui ed approfonditi verso sempre nuove e maggiori conoscenze.<br \/>\nNulla avviene se nulla si fa e non ci si impegna con sacrificio.<br \/>\nCerto ci vuole anche una dose di fortuna, ma nulla accade a caso se non per le nostre scelte, giuste o sbagliate.<br \/>\nDobbiamo essere pronti in qualsiasi momento alle chiamate quotidiane, alle prove della vita ad avere il coraggio di \u201ctirare il calcio di rigore\u201d ed essere pronti a farlo anche correndo qualche rischio ma sempre con determinazione e senza alibi o giustificazioni di circostanza.<br \/>\n<em>Mandi Furio, \u201cP\u00e2l e d\u00e9nti!\u201d &#8230;<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei mesi scorsi \u00e8 scomparso Giampietro \u201cFurio\u201d Boschetti, attaccante degli anni Settanta. 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