{"id":12560,"date":"2015-09-23T16:09:58","date_gmt":"2015-09-23T14:09:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=12560"},"modified":"2015-09-23T16:10:55","modified_gmt":"2015-09-23T14:10:55","slug":"gente-di-carnico-edi-mainardis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2015\/09\/23\/gente-di-carnico-edi-mainardis\/","title":{"rendered":"GENTE DI CARNICO: EDI MAINARDIS"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/2015\/09\/23\/gente-di-carnico-edi-mainardis\/em\/\" rel=\"attachment wp-att-12561\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-12561 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EM-250x250.jpg\" alt=\"EM\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EM-250x250.jpg 250w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EM-450x450.jpg 450w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EM-630x630.jpg 630w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/EM.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Il titolo appena conquistato dal Cavazzo ha portato un po\u2019 di scompiglio in casa Mainardis. Il motivo? Questione di supremazia \u2026 familiare: il figlio Edi infatti stuzzica il pap\u00e0 Andrea sul peso specifico dei tioli conquistati. Edi fa notare che lui ha vinto Coppa e campionato (con buone prospettive di triplete se dovesse arrivare anche la Supercoppa) nella stessa stagione ed a 21 anni, mentre Andrea ha conquistato 2 titoli, una Coppa e la Supercoppa (quella della prima edizione) nell\u2019arco di due anni. In mezzo a queste \u201cdiatribe\u201d si dibatte mamma Cristina che naturalmente si schiera dalla parte del marito, visto che di quelle vittorie era testimone diretta<!--more--> e maggiormente coinvolta: quando giocava Andrea, infatti, lo seguiva ovunque, fermandosi anche ai chioschi nei lunghi dopo partita. Quello che non fa adesso, perch\u00e9 poi magari Edi la rimprovererebbe di essere una mamma invadente. E poi le mica capisce tanto di calcio (dice il figlio), nonostante una presenza assidua (da anni) sui campi del Carnico ed a veder l\u2019Udinese, la squadra del cuore di tutta la famiglia. Padre e figlio, invece, di calcio parlano molto, alla luce di un rapporto che sui campi di calcio si \u00e8 fortificato: Andrea, infatti, \u00e8 stato il primo allenatore del figlio ma come spesso succede in questi casi da lui si aspettava sempre qualcosa di pi\u00f9 ed a lui (pi\u00f9 che ad altri) rivolgeva i rimproveri pi\u00f9 severi, tanto che quando Edi and\u00f2 a Tolmezzo la prima cosa che disse fu:\u201d Finalmente non mi allena pi\u00f9 pap\u00e0!\u201d. Ad accomunare i due, poi, anche il ruolo sul campo: entrambi difensori. Andrea giocava da libero, Edi fa il difensore centrale. Che poi, pi\u00f9 o meno, \u00e8 la stessa cosa, solo che il ruolo di libero chiss\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 un po\u2019 denigrato oggi, come se chi giocava in quel ruolo fosse un corpo estraneo alla squadra, chiamato ad intervenire in seconda battuta, insomma, quando qualcosa nella difesa non funzionava. Ecco, anche questa sottile disquisizione tecnico \u2013 tattica rappresenta un altro motivo di presa in giro del figlio verso il padre, Il sottoscritto, invece, che ha visto giocare entrambi assicura che pap\u00e0 Andrea era giocatore elegante, corretto ed efficace, mentre il figlio dalla sua vanta una maggiore esuberanza fisica (nel rispetto di un calcio che privilegia la parte atletica e dinamica). La calma di Andrea, contrapposta alla foga agonistica di Edi, una foga che spesso fa arrabbiare anche il tecnico Negyedi che dalla panchina talvolta riprende il giocatore per qualcosa che non gli sta bene. A proposito di difensori, occhio al terzo Mainardis, Marco, il fratello minore. Anche lui sembra promettere bene e nel frattempo \u00e8 il primo tifoso di Edi, del quale non si perde una sola partita, cercando, chiss\u00e0 di carpirgli qualche giocata, in attesa di realizzare il suo sogno che \u00e8 quello, un giorno, di giocare col fratello. Ma il legame padre \u2013 figlio si nutre anche di altre fattori: un carattere simile per certi versi, due persone riservate che per\u00f2 sono sempre in grado di mantenere i rapporti di amicizia che sono nati sui campi di calcio e proseguono anche quando si cambia squadra. E poi altre storie di amicizia speciali che si intrecciamo in maniera quasi incredibile: compagno di squadra di Edi \u00e8 Nicola Serini, figlio di quel Gianpiero che non vinse nulla (in casa Serini, insomma, non c\u2019\u00e8 proprio confronto!) ma che rimane uno dei giocatori pi\u00f9 forti visti sui campi della Carnia. Due figli d\u2019arte i cui padri non hanno giocato insieme ma qualcosa in comune ce l\u2019hanno: in una domenica di luglio del 1990, infatti, in uno scontro assolutamente fortuito tra Gianpiero ed Andrea, quest\u2019ultimo rimase vittima di una frattura al piede. Era appena tornato dal viaggio di nozze e il passaggio da un elegante gessato ad uno scomodo \u2026 gesso deve essere stato un evento traumatico. La cosa non imped\u00ec ad Andrea di festeggiare comunque il titolo della sua squadra: nell\u2019ultima partita infatti, ancora visibilmente claudicante, disput\u00f2, subentrando dalla panchina, uno spezzone di gara, suscitando le ira di Otello Petris, presente in tribuna, che non risparmi\u00f2 critiche ai dirigenti dell\u2019Amaro giudicando imprudente il loro comportamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il titolo appena conquistato dal Cavazzo ha portato un po\u2019 di scompiglio in casa Mainardis. Il motivo? 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