{"id":11994,"date":"2015-07-02T10:00:37","date_gmt":"2015-07-02T08:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carnico.it\/blog\/?p=11994"},"modified":"2015-07-01T15:17:42","modified_gmt":"2015-07-01T13:17:42","slug":"gente-di-carnico-nicola-giarle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/2015\/07\/02\/gente-di-carnico-nicola-giarle\/","title":{"rendered":"GENTE DI CARNICO: NICOLA GIARLE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/?attachment_id=11995\" rel=\"attachment wp-att-11995\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-11995 alignleft\" src=\"https:\/\/www.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/foto-giarle-143x250.jpg\" alt=\"foto giarle\" width=\"147\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/foto-giarle-143x250.jpg 143w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/foto-giarle-257x450.jpg 257w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/foto-giarle-360x630.jpg 360w, https:\/\/2018.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/foto-giarle.jpg 456w\" sizes=\"auto, (max-width: 147px) 100vw, 147px\" \/><\/a>Ci sono capitani coraggiosi e capitani silenziosi: <strong>Nicola Giarle<\/strong> dell\u2019Arta \u00e8 decisamente un capitano silenzioso il che, per\u00f2, non esclude il fatto di essere anche coraggioso. Eh s\u00ec, perch\u00e9 Nicola ha preso tante decisioni nella vita in cui \u00e8 servita anche una bella dose di coraggio. Di lui ci facciamo raccontare qualcosa dalla sorella Michela e dalla ragazza Chiara: entrambe sono a vederlo nell\u2019anticipo serale in cui l\u2019Arta sgretola il Bordano, in una partita senza storia, l\u2019ideale, quindi, per raccontare un\u2019altra storia, quella di Nicola, appunto.<!--more--> La carriera ce la racconta Michela, una che di certo non diresti che \u00e8 sua sorella: tanto silenzioso \u00e8 Nicola, tanto chiacchierona (nel senso buono del termine) \u00e8 lei. Sciorina la carriera del fratello con una precisione da fare invidia a\u2026 Wikipedia. Ma le precisazioni statistiche hanno il dono della dolcezza del ricordo, ingentilite da spruzzi di affetto, come se la sorella maggiore accompagnasse mano nella mano il fratello pi\u00f9 piccolo nel percorso della vita. Apprendiamo quindi che Nicola \u00e8 venuto al mondo il 1\u00b0 maggio del 1986, data che per lui si riveler\u00e0 profetica. Ha iniziato subito a giocare a calcio: pulcini, esordienti, giovanissimi e allievi con l\u2019Arta allenato degli inossidabili Ettore Pittini e Leo Piazza, due persone che il \u201cNic\u201d adora ancora oggi. Poi, un anno di allievi e 3 di juniores con il Tolmezzo di Geremia Gonano e Carlo Rugo. Nel 2007 rientra ad Arta ed in prima squadra esordisce a fine aprile in Coppa Carnia, parte dalla panchina, entra e segna. La partita che sente di pi\u00f9 \u00e8 il derby col Cedarchis e proprio contro i giallorossi segner\u00e0 il primo gol della sua carriera: un gol inutile ai fini del risultato, ma vuoi mettere \u2026 Al calcio ha regalato due denti, due clavicole e uno scafoide, preferendo pagare in prima persona il tributo al contatto fisico che il football esige per sua stessa natura, nel senso che prima di fare un fallo lui, quasi quasi preferisce subirlo. Un esempio di correttezza, raccontato dal seguente episodio: lo scorso anno, dopo anni senza un cartellino, alla prima di campionato contro l&#8217;Ovarese prende un giallo. Applausi dalla tribuna ed ovazione, con gli avversari disorientati di fronte al comportamento della tifoseria del\u2019Arta! Ecco, Michela ci ha raccontato tutto questo, con una dovizia di particolari che per la prima volta siamo stati quasi tentati dalla possibilit\u00e0 di un articolo a \u2026 puntate! Ma oltre il pallone ci sono altre cose curiose da sapere su Nicola. Il suo sogno da bambino, per esempio, era quello di fare, da grande, l\u2019alpino ed il falegname: il primo gliel\u2019ha infranto una legge del 2005 che, abolendo il servizio di leva obbligatorio, ha di fatto strappato la penna dal cappello di Nicola. Il secondo, invece, \u00e8 andato a buon fine, perch\u00e9 falegname, Nicola, lo \u00e8 diventato davvero. Ci \u00e8 arrivato percorrendo un percorso tortuoso, passato da una laurea in ingegneria gestionale (con tanto di iscrizione all\u2019albo) che di fatto non ha mai utilizzato. Perch\u00e9 nel momento in cui pap\u00e0 Luigi voleva chiudere l\u2019attivit\u00e0 di famiglia (falegnameria e mobilificio a gestione familiare), Nicola, probabilmente, ha tirato fuori da un cassetto, che ci piace immaginare costruito dal pap\u00e0, il suo secondo sogno. Ed eccolo, allora, tra pialla e segatura, colla e cerniere, realizzare appunto uno dei suoi due sogni. Facendo felice pap\u00e0 Luigi, magari, un tipo silenzioso come il figlio. Pap\u00e0 Luigi non gliel\u2019avrebbe mai chiesto di proseguire quell\u2019attivit\u00e0 esercitata per anni, semplicemente Nicola l\u2019ha capito da solo, facendo felice forse anche mamma Aurora che in molti ci dicono molto pi\u00f9 simile a Michela, soprattutto in tema di parole \u2026 Ma torniamo al calcio, perch\u00e9 anche grazie al calcio ha trovato pane per il suo \u2026 cuore. E\u2019stato infatti un suo compagno di squadra, Federico Franco, detto \u201cCiccio\u201d, a fargli conoscere Chiara, fisico da fotomodella e faccia da copertina (una davvero bella bella, insomma). Chiara (guarda caso!) \u00e8 la cugina dei fratelli Merluzzi, Alessandro e Cristian, due degli idoli giovanili di Nicola, uno che ha sempre voluto la maglia col numero 2 o numero 3, perch\u00e9 lui si sente terzino (o laterale o esterno, fate voi). Logico quindi che i suoi riferimenti siano Maldini o Baresi e, nel piccolo, i fratelli Merluzzi \u2026 Nicola e la fascia, si diceva: quella destra del campo, quella da capitano al braccio e quelle che, in qualche modo, adopera nel suo lavoro Chiara, che nella vita fa l\u2019infermiera. Chiara ci parla di un ragazzo che dietro le poche parole nasconde pensieri e valori bellissimi. L\u2019attaccamento al suo lavoro, per esempio, col destino che ha deciso di farlo nascere, come si diceva, il 1 maggio, mica un giorno qualunque \u2026 Lo stesso attaccamento lo ha per il calcio, in nome del quale pianifica le proprie ferie e in nome del quale non esita a mettere in piazza (anzi, adesso, dall\u2019avvento di Facebook, si dice in bacheca!) i propri sentimenti o a concedersi attimi per lui impensabili, come quella sera in cui, dopo una promozione dei rossoblu, si dipinse la faccia di rossoblu e baci\u00f2 Chiara in pubblico (per chi non ci credesse, c\u2019\u00e8 la foto accanto al titolo!). Oppure come quando, dopo la vittoria nel derby col Cedarchis nel maggio scorso, si \u00e8 un pochino lasciato andare sul social network pubblicando uno stato molto significativo: Un momento atteso da tanto tempo \u2026 La stanchezza adesso sta gi\u00e0 passando &#8230; La soddisfazione no &#8230; Quella rimarr\u00e0 indelebile! Grande Arta! Bisogna capirlo, il capitano: era alla prima vittoria in un derby, dopo cinque anni di tentativi inutili e vincerlo da capitano deve essere stata una soddisfazione troppo grande per essere taciuta! Insomma, eccolo qua Nicola Giarle: uno del quale forse non si parla mai abbastanza. Vabb\u00e8, forse, il figlio di un altro falegname, circa 2000 anni, fa ebbe modo di far parlare di s\u00e9 un pochino di pi\u00f9 &#8230; Nicola di certo non fa \u2026 miracoli, ma interpretare tutto quello che fa con lo stesso impegno e la stessa seriet\u00e0 ci dice che siamo di fronte ad un giocatore essenziale e ad un ragazzo in gamba. Ma a lui, milanista di comprovata fede, non dite che, per seriet\u00e0, correttezza e buon senso ricorda molto quel grande capitano che rispondeva al nome di Javier Zanetti: non volercene, Nicola, ma lo ricordi davvero! \u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono capitani coraggiosi e capitani silenziosi: Nicola Giarle dell\u2019Arta \u00e8 decisamente un capitano silenzioso il che, per\u00f2, non esclude il fatto di essere anche coraggioso. Eh s\u00ec, perch\u00e9 Nicola ha preso tante decisioni nella vita in cui \u00e8 servita anche una bella dose di coraggio. 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